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ISTITUTO PAVESE PER LA STORIA DELLA RESISTENZA E DELL' ETA' CONTEMPORANEA

Direzione: Giulio Guderzo, presidente
Pierangelo Lombardi, direttore
Indirizzo sede: c/o Università degli studi di Pavia - Palazzo S. Tomaso, piazza del Lino
Cap: 27100
Cittą: Pavia
Provincia: Pavia
Email: resiste@unipv.it
Sito Internet: www.italia-resistenza.it/rete/insmli/ipsrec-pavia
Telefono: 0382/984737
Fax: 0382/984744
Responsabile archivio: Pierangelo Lombardi
Orario archivio: accesso su appuntamento
Condizioni di accesso e fruizione archivio:

Note alle Strutture:
Biblioteca: 7.000 volumi di storia contemporanea e 37 testate di riviste storiche

Archivio fotografico: oltre 15.000 fotografie del Novecento pavese in particolare del movimento clandestino e delle giornate insurrezionali

Archivio delle fonti orali: 600 ore di testimonianze sulla Resistenza e sulla storia sociale e politica pavese

Archivio cartaceo: 26 fondi documentari

Descrizione: L'Istituto, costituito nel 1956 ed associato all'Insmli nel 1960, ha acquisito nel corso degli anni un ruolo significativo nell'organizzazione culturale della provincia, stabilendo legami di collaborazione operativa con gli Istituti storici dell'Università di Pavia e divenendo, per l'importanza del patrimonio documentario di cui dispone, uno degli enti di riferimento del Centro interdipartimentale di ricerca e documentazione sulla storia del Novecento. L'attività dell'Istituto è rivolta principalmente alla ricerca, alla didattica della storia e alla conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario contemporaneo. Obiettivo prioritario è infatti salvare dalla distruzione e dalla dispersione preziosi materiali cartacei e fotografici e raccogliere testimonianze sugli aspetti politici, sociali ed economici che hanno caratterizzato la vita della provincia nell'ultimo secolo. La raccolta di materiale documentario si è rivolta, in prima istanza, alla storia della Resistenza e della 'guerra civile', per estendersi a tutto il Novecento, non senza agganci con gli ultimi decenni dell'Ottocento e con gli anni della difficile costruzione dello stato unitario. Dopo la raccolta, nei primi anni di vita, in fotocopia o microfilm, di fonti documentarie depositate nei maggiori archivi nazionali (con particolare riferimento, al fascismo, al neofascismo e alla Resistenza), si sono condotte capillari indagini negli archivi comunali e parrocchiali; si sono acquisite le carte personali di protagonisti della vicenda storica locale (rilevante ad esempio la collezione, documentaria, fotografica e filmica, su Pavia negli anni Trenta donata dall'ex federale Giuseppe Frediani); si sono avuti in donazione consistenti fondi librari (particolarmente prezioso quello di Clemente Ferrario per la storia del movimento operaio); si sono aggiunte alle fonti nazionali quelle conservate negli archivi statunitensi, inglesi e tedeschi; si sono promosse iniziative che hanno permesso di recuperare materiale fotografico eccezionale per quantità e qualità; negli ultimi anni si è avviato il sistematico recupero degli archivi dei partiti politici a livello provinciale (Pci e Dc). Fin dai primi anni Settanta è stata avviata un'operazione di grande respiro intesa a dare (e conservare) voce ad attori non solo della Resistenza, ma delle conquista fascista del potere nei primi anni Venti e poi del regime, dell'opposizione negli anni Trenta, intendendo per attori non solo l'élite (dirigenti politici, comandanti partigiani, squadristi), ma i testimoni più o meno attivi di quelle vicende, fino a costituire un vero e proprio archivio per la storia sociale della provincia nell'ultimo secolo. Di fronte alla rilevante consistenza del patrimonio documentario e alle possibilità offerte dalle più recenti e aggiornate tecnologie per la catalogazione, conservazione e fruizione di quei materiali, sono ormai in corso le prime fasi di un articolato e ambizioso progetto teso a riordinare ed a informatizzare l'intero archivio e a preservare dall'usura un materiale sonoro unico ed esclusivo. I principali fondi archivistici conservati presso l'Istituto sono: gli archivi del Pci di Pavia (1945-1990; bb. 172), e della Dc di Pavia (1945-1993; bb. 271), l'archivio di Giuseppe Frediani (1919-1942), federale di Pavia e, nel 1941, commissario preposto alla ricostruzione di Mentone; il fondo Augusto Vivanti (1915-anni Ottanta) con epistolari dal fronte durante la 1ª guerra mondiale e documentazione relativa alla vita pavese degli anni Venti e Trenta, attualmente in fase di riordino; il fondo Diari (1875-1974; bb. 6) con la raccolta, in originale e in fotocopia, di diari di parroci di paesi collinari e pedemontani della provincia di Pavia, di comandanti e responsabili politici delle formazioni partigiane, di singoli partigiani e antifascisti e di deportati; il fondo Deportati (bb. 7) con testimonianze di 137 deportati pavesi; il fondo Naw (1944-1945; bb.4) con documentazione, in fotocopia proveniente da originali depositati presso il National Archives of Washington, utilizzata come fonte per la pubblicazione del volume "L'altra guerra. Neofascisti, tedeschi, partigiani, popolo in una provincia padana: Pavia 1943-1945" (cfr. nota bibliografica) e riportante comunicazioni radio, corrispondenza e relazioni di operazioni militari compilate dagli alleati americani e riguardanti le azioni partigiane nella zona dell'Oltrepò pavese, del Milanese di quella di confine tra il Pavese e il Piacentino ; il fondo Anpi di Stradella (1945-1952; bb. 4), contenente oltre 3500 carte in fotocopia, donate all'Istituto alla metà degli anni Ottanta dalla sezione ANPI di Stradella; il fondo Azione cattolica (1884-1964; bb. 3); il fondo Movimenti studenteschi di Pavia (1965-1990; bb.16); il fondo Ferrari Augusto e Gian Paolo (1918-1986; b.1), con carte originali, donate all'Istituto da Gian Paolo Ferrari, avvocato democristiano, componente il Cln provinciale di Pavia, riguardanti l'attività del partito popolare Italiano in provincia di Pavia; il fondo Luciano De Pascalis (1949-1994; bb. 8), costituito nel 1996.Rilevante, la sezione fotografica dell'archivio della quale si segnalano il fondo Mostre con oltre 9.000 documenti raccolti in occasione di mostre organizzate dall'Istituto, i fondi Cilo Muggetti, fotografo "ufficiale" dei partiti e dei principali enti locali pavesi negli anni '70 e '80. Cicala e Nazzari degli omonimi studi fotografici, Luigi Muratore con immagini scattate durante la guerra partigiana e le rilevanti serie fotografiche dei già citati fondi Frediani, Vivanti e Federazione del Pci.

Nota bibliografica: Guderzo Giulio (a cura di), I caduti della Resistenza nella provincia di Pavia. Risultati di una inchiesta, Pavia, snt, 1969;
Nota bibliografica: Lombardi Pierangelo (a cura di), Guida agli archivi dell'Istituto per la storia del movimento di liberazione nella provincia di Pavia, in Guida agli archivi della Resistenza, Roma, Mbca, 1983, pp. 431-442;
Nota bibliografica: Lombardi Pierangelo, Fonti per la storia della provincia nel secondo dopoguerra. I documenti dei National Archives di Washington, in "Annali di storia pavese", n. 8-9/1982-1983,pp. 325-329
Nota bibliografica: Lombardi Pierangelo, Archivi per la storia sociale pavese, in Angelo Stella (a cura di), Archivi culturali, Pavia, 1999, pp. 65-94;
Nota bibliografica: Fiori Alessandra (a cura di), Per una storia del partito comunista italiano. Guida all'archivio della Federazione pavese, Pavia, Meta [1999], pp. 76
Nota bibliografica: Lombardi Pierangelo, I Fondi e i documenti dell'Istituto Pavese per la storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea, in "Annali di storia pavese", n. 29/2001, pp.171-179;
Nota bibliografica: Guderzo Giulio, L'altra guerra. Neofascisti, tedeschi, partigiani, popolo in una provincia padana. Pavia 1943-1945, Il Mulino, Bologna, 2002, pp. 851 .


Fondi descritti: 28