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Ente produttore: Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai)

Descrizione: Il Comitato di liberazione nazionale Alta italia (Clnai) ha svolto il ruolo di guida politica e organizzativa della guerra partigiana nell'Italia settentrionale. Molti dei membri del futuro Comitato di liberazione partecipano, fin dall'agosto 1943, a riunioni periodiche che si svolgono in casa di antifascisti milanesi (Giustino Arpesani, Tommaso Gallarati Scotti, Adolfo Tino) in seguito alle quali si forma il Comitato interpartitico o Comitato delle opposizioni con il compito di collegarsi con gli altri comitati dell'Italia settentrionale, dirigere la lotta armata e dare disposizioni alle classi lavoratrici. Il Comitato di Milano assume ben presto un ruolo di guida nel nuovo quadro politico e funge da stimolo al Comitato di Roma chiedendo (23 agosto 1943) la firma dell'armistizio e, in caso di opposizione da parte del governo Badoglio, la sostituzione dello stesso. Dopo l'8 settembre il Comitato, divenuto Comitato di liberazione nazionale (Cln) di Milano, acquista una posizione di rilievo nell'organizzazione politica e militare della guerra di liberazione dell'Italia occupata. Il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai) nasce per filiazione diretta dal Cln di Milano. La sua costituzione, datata 7 febbraio 1944, su delega del Comitato centrale di liberazione nazionale (Ccln), è comunicata ai Cln regionali il 3 marzo successivo. Il Ccln attribuisce al Clnai il ruolo di governo straordinario del Nord e di rappresentante del governo centrale nel territorio occupato con il compito di dirigere e organizzare il movimento partigiano. Nel Clnai sono rappresentati i seguenti partiti: PdA (Vittorio Albasini Scrosati, Riccardo Lombardi, Ferruccio Parri), Pci (Giuseppe Dozza e Gerolamo Li Causi), Pdc (Enrico Casò, Enrico Falck), Pli (Giustino Arpesani, Luigi Casagrande e Raimondo Collino Pansa), Psiup (Roberto Veratti e Domenico Viotto). Tale iniziale composizione viene parzialmente modificata nel corso del tempo in conseguenza delle vicende politiche e militari. Nei primi mesi del 1944 si definiscono i poteri del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia e vengono costituiti il Comitato militare e il Comitato finanziario. Il primo, facente capo a Ferruccio Parri, col compito di organizzare e dirigere la lotta armata in coordinamento con le altre regioni, il secondo affidato a Alfredo Pizzoni e Enrico Falck. Nel primo semestre del 1944 si articolano poi ulteriori strutture organizzative: viene creata la Delegazione in Svizzera, incaricata di tenere i rapporti con gli alleati, di provvedere ai finanziamenti e alla propaganda, le Commissioni economica, finanziaria, legislativa, organizzativa e il Comitato stampa. A partire dall'agosto 1944 il Clnai inizia una intensa attività legislativa (ben documentata nel volume curato da Gaetano Grassi "Verso il governo del popolo". Atti e documenti del Clnai 1943/1946) e promuove le condizioni per il rinnovamento delle antiche e autoritarie strutture amministrative favorendo la ramificazione dei Cln a livello comunale, rionale, aziendale e di categoria con l'intento di far assumere ad essi funzioni di governo al momento della liberazione in modo da far trovare agli alleati la vita civile organizzata e funzionante, sventando il pericolo di incarichi a funzionari del periodo fascista. A partire dal settembre 1944 il Clnai è costituito da Emilio Sereni per il Pci, Leo Valiani per il PdA, Achille Marazza e Augusto De Gasperi per la Dc, Giustino Arpesani per il Pli, Rodolfo Morandi, Giorgio Marzola e Sandro Pertini per il Psiup mentre, per tutto il periodo clandestino, la presidenza è nelle mani di Alfredo Pizzoni. Tale composizione resta sostanzialmente immutata fino al 25 aprile 1945. Nell'ottobre 1944 verranno accolti nel Clnai (e in tutti i comitati periferici) anche rappresentanti delle organizzazioni di massa: il Fronte della gioventù e i Gruppi di difesa della donna. Nel dicembre 1944 una missione del Comitato composta da Alfredo Pizzoni, Feruccio Parri, Giancarlo Pajetta e Edgardo Sogno si reca al Sud per trattare con il Governo di Roma e con gli Alleati ed ottenere il riconoscimento formale del Clnai come rappresentante del Governo italiano nell'Italia occupata ed unico organo direttivo dell'attività resistenziale, oltre a più consistenti aiuti economici. Il Clnai guida l'insurrezione delle forze partigiane nell'aprile 1945 e garantisce l'ordine pubblico e la difesa degli impianti nei territori occupati, obiettivi di massimo interesse per il Comando alleato. Nell'immediato dopoguerra, il Clnai organizza l'amministrazione e la ripresa della vita civile e produttiva del Nord Italia, promuove e controlla l'epurazione, la nomina dei diversi commissari e l'attività assistenziale e rivendica con forza la formazione di un governo che sia espressione dei Comitati di liberazione e che garantisca un radicale rinnovamento della direzione politica del paese. Al proprio interno si dota di una struttura adeguata ad affrontare i nuovi compiti amministrativi ed economici: il 18 maggio 1945 crea la Commissione organizzativa con i seguenti uffici Epurazione, Avocazione profitti di regime, Commissari, Sindacale, Assistenza e il 18 settembre si dà notizia dell'avvenuta costituzione della Commissione finanziaria di controllo per la revisione della contabilità. Il Clnai cessa la sua attività il 30 aprile 1946, data in cui viene istituito l'Ufficio stralcio nella sede di via Cadore 51 che porterà a termine gli affari pendenti e il cui responsabile è Gian Luigi Balzarotti, già segretario generale del Clnai.

Nota bibliografica: Gaetano Grassi, "Verso il governo del popolo". Atti e documenti del Clnai 1943/1946, Milano, Feltrinelli, 1977, pp. 511

Compilatore: Solaro Gabriella 26/09/2011.

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