Database Guida INSMLI
AiutoPremere QUI per effettuare una nuova ricerca


46 Record visualizzati (da 1 a 46) di 46 selezionati
  1. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Battisti famiglia

    Buste: 132; bb. 10 e 2 cassetti di iconografia; 2 schedari

    Fascicoli: 979

    Cesare Battisti (Trento, 1875 - 1916), laureatosi in geografia nel 1897 all'Istituto di studi superiori di Firenze con tesi sul Trentino, si dedica giovanissimo ad un'intensa attività politica fondando con Giovanni Lorenzoni e Antonio Pischel la Società studenti trentini (1894) e, a Firenze, entra in contatto con il socialismo e con Gaetano Salvemini, Rodolfo e Ugo Guido Mondolfo, Ernesta Bittanti, che diventerà sua moglie nel 1899. Geografo e curatore di molte guide e monografie militari, si dedica anche al giornalismo e fonda i settimanali "L'Avvenire" e "L'Avvenire del lavoratore" (1898), "Tridentum" (1898), "Il Popolo" (1900), "Vita trentina" (1903) e "Il Trentino che ride" (1909). Consigliere comunale a Trento dal 1902 al 1914, nel 1911 è deputato al Parlamento di Vienna e nel 1914 deputato per la dieta di Innsbruck, ruoli nei quali prende ripetutamente posizione contro la politica autoritaria e militarista dell'Austria. Rientrato in Italia nell'agosto 1914, sostiene la necessità della guerra contro l'Austria e, volontario negli Alpini all'entrata in guerra dell'Italia, chiede di andare al fronte dove, il 10 luglio 1916, viene catturato dagli austriaci e condannato a morte per alto tradimento (12 luglio 1916). Ernesta Bittanti (1871 - 1957), laureatasi in filosofia a Firenze (1896), collabora con Battisti alla pubblicazione dei periodici "Tridentum", "Il Popolo", "Vita trentina"; rientrata in Italia nell'agosto 1914 con il marito e i figli Luigi, Livia e Camillo, si dedica all'insegnamento e, alla morte di Cesare, alla memoria del marito e alla valorizzazione della sua eredità politica e umana. Trasferitasi a Milano nel 1930, frequenta i fratelli Mondolfo, Paolo Maranini, Tommaso Gallarati Scotti, Bianca Ceva, Ferruccio Parri e Aldo Spallicci e nel 1943 fugge in Svizzera. Livia Battisti (1907 - 1978), laureatasi in medicina a Firenze e in scienze a Milano, si dedica all'attività didattica e, durante la Resistenza, svolge attività clandestina con il fratello Luigi. Candidata del Psi per il Senato (1958), nel 1963 è eletta al Consiglio comunale di Trento tra le fila del Pci. Luigi, gigino, Battisti (1901 - 1946) si arruola volontario nel 1917, combatte al Tonale e partecipa all'impresa di Fiume. Iscritto al Pri nel 1921, fonda nel 1923 il movimento Italia libera con Pacciardi e Rosselli e a Trento organizza l'espatrio di numerosi perseguitati politici. Riparato in Svizzer con la famiglia nel settembre 1943, rientra in Italia dopo pochi mesi per partecipare alla Resistenza in Val d'Ossola. Eletto sindaco di Trento (7 maggio 1945), il 2 giugno viene eletto alla Costituente. Il nucleo originario dell'archivio della famiglia Battisti è costituito dalle carte di Cesare cui si aggiungono, con gli anni, quelle di Ernesta Bittanti e di Livia e Luigi Battisti. Nel 1968 Livia deposita presso l'Insmli l'emeroteca di Cesare, la documentazione di Luigi relativa all'Assemblea Costituente e il carteggio della madre sulla questione dell'autonomia del Trentino e Sud Tirolo. Nel 1983 gli eredi donano al Comune di Trento l'Archivio e la Biblioteca della famiglia Battisti, documentazione poi depositata dal Comune presso il Museo storico in Trento (21 novembre 1984). L'ordinamento dell 80.000 carte e dei 3.788 volumi, curato da Vincenzo Calì nel 1983-1984, rispetta l'ordinamento originario dato da Ernesta e Livia, con una classificazione per argomenti. L'archivio Battisti è suddiviso in quattro fondi, ordinati cronologicamente, rapportabili ai membri della famiglia: Cesare, Ernesta, Luigi, Livia. Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico in data 15 giugno 1987 ed è consultabile secondo la normativa vigente. Al fondo sono state aggregate le carte di Augusto Avancini (Strigno, 1868 - Cles, 1939), fondatore del movimento socialista fin dal 1894, promuove l'organizzazione del Partito socialista tra gli italiani del Tirolo. Consigliere comunale nel 1902 e nel 1904, nel 1907 viene eletto deputato per il collegio di Trento e collaborò con Cesare Battisti nell'attività parlamentare. Rifugiatosi a Bregenz all'ingresso dell'Italia in guerra, viene arrestato e incarcerato a Innsbruck e in seguito confinato a Gros-Siegharts; nuovamente arrestato nel gennaio 1918, viene liberato a guerra finita (3 novembre 1918).

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Note sull'archivio Battisti. IN: Bollettino del Museo trentino del Risorgimento, 1983, Vol. 32, n. 2, p. 40-44;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo (a cura di), Guida all'archivio e alla biblioteca Battisti, Trento, Temi, 1983;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo (a cura di), Addio mio caro Trentino. Carteggio luglio 1914-maggio 1915, Trento, Temi, 1984;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo (a cura di), L'università italiana in Austria. Carteggio trentino 1898-1920, Trento, Temi, 1990;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo (a cura di), Trentino di ieri. Uno scritto giovanile inedito di Cesare Battisti, Trento, 1993, pp. 73;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo (a cura di), Cesare Battisti geografo. Carteggio 1894-1916, Trento, 1988, pp. 501;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo (a cura di), Salvemini e i Battisti. Carteggio 1894-1957, Trento, 1987, pp. 344

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 24/11/2004; revisore Solaro Gabriella.  


     
  2. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Baratieri Oreste

    Buste: 3

    Fascicoli: 18

    Oreste Baratieri (Condino, 13 novembre 1841 - Vipiteno, 7 agosto 1901), va a Milano nel 1859 e si arruola con i Mille; partecipa a tutte le spedizioni del 1860 in Sicilia e nell'Italia meridionale, raggiunge il grado di capitano e viene decorato con medaglia d'argento al valore militare. Entrato nel regio esercito il 4 maggio 1862 e sposatosi il 3 gennaio 1867 con Lidia Ceracchini, nel 1875 fa parte di una spedizione scientifica in Tunisia, invitato dalla Società geografica italiana poi, con il grado di colonnello, prende parte alle campagne d'Africa in Eritrea del 1887-88, 1890 e 1891. Nel 1876 viene eletto deputato e rappresenta i collegi di Breno e di Brescia per sette legislature. Nel 1891 ottiene il comando di tutte le truppe in Africa ed è nominato governatore della colonia Eritrea in Africa. Dopo la sconfitta di Adua del 1 marzo 1896 e il processo (per omissioni, negligenze, e abbandono del comando, accuse dal quale è assolto) è collocato a riposo. Si ritira prima ad Arco e poi a Venezia, dove si dedica alla stesura delle Memorie d'Africa e, per diversi anni, assume la direzione della "Rivista militare italiana". La parte più consistente dell'archivio di Oreste Baratieri si trova presso l'Archivio di Stato di Venezia. Essa venne depositata, in accordo con i familiari, dall'amico Luigi Sicher dop un riordino fatto da Riccardo Predelli, e consegnato al unzionario dell'istituto archivistico Giuseppe Giomo il 21 settembre 1900. Si tratta di 13 buste (1860-1896), di corrispondenza e carte personali, di interesse politico, militare e privato, con particolare riguardo all'attività da lui svolta in Africa. Il materiale conservato era diviso in 17 serie e, all'interno, in fascicoli cronologici. Nel 1903 la figlia ritirò dall'archivio, in virtù di accordi presi al momento del deposito, i documenti e gli atti che riteneva di carattere strettamente personale (precisamente le serie 11, 12, 15, 17). Si può supporre che alcuni fascicoli appartenenti alla serie 11 siano stati poi consegnati al Museo Storico in Trento. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale secondo la legge provinciale 14/02/1992, n. 11, art. 18, deliberazione della Giunta provinciale di Trento, 22 ottobre 1993, n. 14971. Il materiale è in buono stato di conservazione. Il fondo conservato presso il Museo storico in Trento è stato versato dagli eredi all'allora Museo trentino del Risorgimento e della lotta per la libertà negli anni Trenta. Altri versamenti sono stati effettuati nel 1933 (n. inv. 4238), nel 1938 (n. inv. 6669), negli anni Sessanta. Il nucleo centrale del fondo è costituito dal carteggio personale di Oreste Baratieri e dalle sue memorie. Si tratta di corrispondenza e diario, in particolare sulle prime campagne d'Africa. La corrispondenza comprende il carteggio personale con corrispondenti vari (1896-1901), il carteggio familiare con la moglie, i figli, e in particolare con la nipote Maria. Sono conservate anche lettere originali scritte dallo stesso Baratieri ed inviate ad amici (conte Francesco Martini, Alfonso Ciolli, Geremia Bonomelli vescovo di Cremona), e corrispondenza a Luisa Baratieri e Maria Conzatti Baratieri dopo la morte di O. Baratieri, in sua memoria (1935-1936). Il diario, manoscritto su 6 quaderni, riguarda le prime spedizioni in Africa (1887-1888). Il fondo conserva anche un piccolo erbario dell'Africa (1891), una raccolta di giornali e ritagli di stampa in memoria di Oreste Baratieri e le trascrizioni dattiloscritte utilizzate per la stesura di una pubblicazione. Il fondo non è articolato in serie. E' corredato da un inventario sommario, trascrizioni del carteggio ed elenchi dei corrispondenti. Il fondo si integra con l'archivio Baratieri depositato presso l'Archivio di Stato di Venezia. E' consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Rizzi Bice (a cura di), Carteggio di Oreste Baratieri: 1887-1901, Trento 1936;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Da Mosto A., L'Archivio di Stato di Venezia, II, pp. 245;
    Nota bibliografica: Zago F., Le carte di Oreste Baratieri, in Rassegna storica del Risorgimento, LXXIV (1987), pp. 336-346;
    Nota bibliografica: Gherardo P., La battaglia di Adua e il generale Baratieri, in rivista delle colonie italiane a cura del ministero delle colonie, anno VII, numero 6, giugno 1933 - XI, Bologna, L. Cappelli, pp. 445;
    Nota bibliografica: Baratieri Oreste, Pagine d'Africa (1875-1901) a cura di Nicola Labanca,Trento, Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà, 1994.

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 04/2004.  


     
  3. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Deambrosis Marcella e Delfino

    Buste: 29

    Fascicoli: 520

    Delfino Deambrosis, nasce a Firenze l'8 dicembre 1871. Nel 1971 sposa Maria Andreatta. Partecipa alla grande guerra con il grado di tenente colonnello, combattendo sul fronte trentino in Valsugana. Dopo la guerra ottiene il grado di generale e la cattedra di geografia presso l'università di Pisa. Nel corso degli ultimi anni, trascorsi a Cles, si dedica alla propaganda a sostegno delle campagne militari dall'Italia fascista, fino allo scoppio della guerra durante la quale divenne collaboratore stabile per i giornali "La Stampa" e "Il Popolo d'Italia". Muore a Cles nel 1945. Marcella Deambrosis, nasce a Torino il 25 ottobre 1919, laureatasi nel 1944 in filosofia a Pavia, consegue una seconda laurea in lettere a Pisa nel 1952. Dal 1945 inizia la carriera di insegnante in materie letterarie a Cles e Trento, spostandosi poi a Milano, Lecco e Como. Nel 1964 ottiene una borsa di studio che svolse presso Zagabria e Trieste; appassionata cultrice di studi storici e assidua frequentatrice di archivi, collaborò con molte riviste storiche nazionali e trentine, occupandosi in particolare del Risorgimento e di storia contemporanea con particolare attenzione alla storia del movimento operaio e dell'antifascismo. Accanto al lavoro storico si segnala la sua passione politica che la vedeva militante attiva nel Partito socialista. Scrisse innumerevoli articoli di divulgazione storica per l'"Avanti!". L'archivio era forse conservato, inizialmente, a Milano. Accanto alle carte d'archivio, presso la biblioteca del Museo, sono state depositate le biblioteche private di Marcella e Delfino. Parte della biblioteca si trova anche presso la sede del Psi di Trento, donati negli anni Sessanta dalla stessa Marcella. Anche tra le carte d'archivio vengono segnalate delle lacune dovute dalla volontà degli eredi di trattenere presso di sé le carte di carattere strettamente personale. Al Museo è stata quindi consegnata la documentazione inerente il lavoro di studiosi. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 15 marzo 1996. L'archivio di Marcella e Delfino Deambrosis è stato depositato presso il Museo in due distinti momenti; il primo risale all'ottobre 1988 mentre il secondo all'inizio di settembre 1996. Le carte furono depositate dagli eredi Beniamino Andreatta, Aldo Deambrosis e Franco Tommazzolli. La maggior parte della documentazione è rappresentata da materiale di studio, documenti, fotocopie appunti relazioni e contributi di Marcella Deambrosis insegnante di materie letterarie in istituti a Trento dal 1945 in poi e studiosa di storia del Risorgimento e contemporanea in contatto per anni con altri studiosi di storia trentina. Riordinato nel 2000 a cura di Claudio Ambrosi. Il fondo è articolato nelle seguenti serie: Delfino Deambrosis: Scritti; Scritti di altri; Materiale di lavoro; Corrispondenza; Oltre lo studio; Miscellanea; Marcella Deambrosis: Scritti; Scritti di altri; Materiale di lavoro; Corrispondenza; Oltre lo studio; Miscellanea. Il fondo è corredato da un inventario; è consultabile secondo la normativa vigente. Altra documentazione di Marcella e Delfino Deambrosis è conservata presso gli eredi. .

    Nota bibliografica: Ambrosi C., Inventario dell'archivio di Marcella e Delfino Deambrosis, dattiloscritto di uso interno, 2000;
    Nota bibliografica: Benvenuti S., Marcella Deambrosis, "Bollettino del Museo trentino del Risorgimento", a. 38 (1989), n. 1, pp. 141

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  4. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Trotter Tullio

    Buste: 4

    Fascicoli: 10

    Tullio Trotter, nato a Rovereto il 13 dicembre 1893, allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola volontario nell'esercito italiano come ufficiale di fanteria e prende parte alle operazioni difensive al Col Di Lana con il nome di guerra di Tullio Rossi. La famiglia, di sentimenti filo italiani, viene internata a Mittendorf. Dopo la fine della guerra presta servizio, per quasi un anno, in Eritrea e al ritorno riprende gli studi e si laurea, nel 1921, presso l'istituto di scienze sociali di Firenze. Muore a Sirmione nel 1943. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 15 marzo 1996. Il fondo è pervenuto al Museo negli anni Novanta; il 1º aprile 1996 è stato poi donato da Franco Trotter il quale conserva presso di sé fotocopia integrale del materiale donato. Il nucleo centrale del fondo è costituito da carteggio di parenti amici, da documenti riguardanti la vita militare, fotografie e ricordi. L'archivio è stato riordinato da Caterina Tomasi. La corrispondenza è stata ordinata per corrispondenti (nel caso di parenti e amici), in ordine cronologico (per tutti gli altri corrispondenti). Le lettere riguardanti la vita militare e la carriera, le fotografie, i volantini di manifestazioni musicali e le minute di lettere e appunti, sono stati collocati negli ultimi quattro fascicoli dell'archivio. Il fondo è corredato da un inventario e dall'elenco dei corrispondenti; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Marchesoni Patrizia, Epistolario Tullio Trotter, in: Archivio Trentino di storia cotemporanea, Trento, 1991, n.3

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  5. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Girelli Antonio

    Buste: 3

    Fascicoli: 5

    Antonio Girelli fu arrestato dalle autorità austriache nel giugno del 1915 per sospetta attività filo italiana, processato per alto tradimento e condannato a cinque anni di carcere duro. Scontò la pena nelle carceri di salisburgo e Graz. Il 3 luglio 1917 beneficiò dell'amnistia. Destinato all'internamento riuscì a fuggire e a trovare rifugio presso una famiglia boema di Benesov dove rimase fino alla proclamazione della Repubblica Cecoslovacca (28 ottobre 1918). Al suo ritorno in Trentino si fece promotore delle onoranze ai compagni sepolti nel cimitero di Benesov e nel 1923 costituì il Comitato esecutivo onoranze funebri ai trentini P.U. (Politische Unverlässliche) allo scopo di installare una lapide commemortiva. In data 15 marzo 1996 l'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale. Il fondo è stato donato nel maggio del 1991 integrando e completando il materiale già presente nelle raccolte del Museo (donazione del 1926: Internati politici a Benesov (1915-1918), cc. 204, [P.U.=Politische Unverlässliche, politicamente sospetto]. Conserva documentazione sui sospetti politici (Politische Unverlässliche) durante la prima guerra mondiale, confinati dalle autorità austriache nelle compagnie di disciplina di Benesov. Il materiale conservato in questo fondo rispecchia fedelmente le attività del Girelli nel Comitato esecutivo onoranze funebri ai trentini P.U. per la posa di una lapide per i compagni sepolti nel cimitero militare di Benesov; la corrispondenza riguarda sia la fase di ricerca di notizie che la cerimonia conclusiva (28 marzo 1926); alcuni fascicoli riguardano gli irredentisti trentini; è presente anche materiale in preparazione alla pubblicazione Trentini a Benesov, corrispondenza, quaderni, ritagli e fotografie. L'archivio è stato riordinato neglia anni Novanta da Caterina Tomasi, è corredato da un inventario sommario ed è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di)Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Tomasi C.Le Carte Antonio Girelli, in Archivio Trentino, Trento, 1997, n. 1.

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  6. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Degasperi Alfredo

    Buste: 14

    Alfredo Degasperi (Bregenz, 1891-Como, 1974) frequenta le scuole elementari e medie a Rovereto, compie poi gli studi univeritari a Innsbruck, Firenze, Vienna dove si laurea in filosofia nel 1913. Già durante l'università si dedica al giornalismo fondando, insieme a Tullio Garbari, il quindicinale "La Voce Trentina" di cui assume la direzione e al quale collabora anche Scipio Slataper. Allo scoppio della prima guerra mondiale, su sua ripetuta richiesta, viene arruolato nell'esercito italiano (scelta che costerà ai genitori la condanna al confino a Pulkau) dal quale viene, dopo pochi mesi, dimesso per malattia. Si dedica all'insegnamento con incarichi a Palermo (1914), Genova (1916), Trento (1919), Como (1930), all'attività di pubblicista (1), all'attività politica. Iscritto ai fasci di combattimento di Genova fin dal 1919, a Trento diventa segretario della Federazione tridentina, partecipa alla marcia su Roma e a numerose azioni squadriste in Trentino, ricopre diverse cariche nel Pnf, nella Gil e nell'Associazione fascista scuola. Trasferito a Como nel 1943, collabora al giornale "Provincia di Como", ricopre l'incarico di capo dei servizi politici nelle case del Fascio locali e funge da interprete presso il comando tedesco di Como. Accusato di collaborazionismo, di apologia del fascismo e della organizzazione di un sistema spionistico all'interno della scuola, viene condannato dalla corte d'Assise straordinaria nel giugno 1945 a venti anni di reclusione e alla destituzione dall'insegnamento. Viene scarcerato nel giugno 1946 in seguito all'aministia. L'archivio di Alfredo Degasperi, che è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 15 marzo 1996, è pervenuto al Museo storico nella primavera del 1995 per donazione della figlia Isola Degasperi Stucchi. Nel fondo sono individuabili quattro nuclei tematici riconducibili all'attività di Alfredo Degasperi come insegnante, giornalista e scrittore nonché come funzionario del Partito nazionale fascista. L'archivio è stato riordinato da Andreina Mascagni nel 1997-1998; esso è organizzato nelle seguenti serie: Corrispondenza e documenti familiarie personali, 1888-1968; Attività politica, 1914-1959; Attività giornalistica, 1914-1947; Attività culturale, 1909-1950; Publicazioni a stampa e fotografie, 1917-1970. L'inventario comprende, per ogni fascicolo, una sintetica descrizione del contenuto, integrata dall'indicazione degli estremi cronologici dei documenti e in alcuni casi da brevi note illustrative. Quando presenti,le titolazioni riscontrate sui fascicoli sono state riportate fra virgolette. Nelle ultime buste è stata collocata la documentazione a stampa in lingua italiana e tedesca (per lo più di natura propagandistica), fotografie, iconografia e altro materiale anche non cartaceo. Si conservano inoltre materiali relativi alla famiglia. L'archivio è consultabile secondo la normativa vigente. .

    NOTE:

    Alfredo Degasperi è autore dei seguenti testi: La protesta di un ritardatario (1913); Noi, gli irredenti (1915); Città buia (1918); Il padrone di Dio (1928); Sos Romanzo aviatorio (1928); Alberto Quadio avanguardista (1941); Come morii due volte (1945).

    Nota bibliografica: Mascagni A.L'archivio Alfredo Degasperi, in: "Archivio trentino", 1998, n. 2.

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  7. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Lega nazionale

    Buste: 7

    Nata nel 1891, all'indomani dello scioglimento della Pro Patria (1890), per iniziativa di un comitato di triestini, la Lega nazionale aveva lo scopo di promuovere lo studio della linga italiana e di istituire scuole italiane, asili, biblioteche circolanti all'interno dell'impero asburgico. Suddivisa nella sezione Trentina, con competenza nel territorio della Luogotenenza di Innsbruck, e nella sezione Adriatica, con competenza nella Luogotenenza di Trieste, la Lega nazionale aveva sede e direzione centrale che si alternavano ogni quattro anni tra Trento e Trieste; alcuni gruppi locali, come quello di Trento e di Rovereto, avevano anche dei comitati femminili. Il congresso generale dell'associazione si teneva ogni due anni. Sciolta con decreto del ministero dell'Interno il 15 giugno 1915, la Lega venne ricostituita nel gennaio 1919 e sciolta poi definitivamente nell'ottobre dello stesso anno. L'archivio, dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, è pervenuto al Museo storico tra il 1924 e il 1926, grazie a versamenti di diversi donatori. Il fondo può considerarsi completo ed è in buone condizioni di conservazione. Esso non è riordinato ed è corredato da un inventario sommario, da registri di protocollo e copialettere. Conserva lo statuto, i protocolli della corrispondenza (con titolario per la classificazione e archiviazione degli atti), i verbali delle riunioni dell'assemblea della Lega, i registri cassa e la corrispondenza; inoltre conserva anche la documentazione sui progetti e i finanziamenti per le scuole delle valli del Trentino. Fonti collegate sono individualbili nella documentazione dell'archivio dell'Associazione Pro Patria. Il fondo è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Bezzi Q., La Pro Patria, la Lega Nazionale e la Dante Alighieri nel 1886-1916, Società nazionale Dante Alighieri, Comitato di Trento, n. 7, 1968;
    Nota bibliografica: Benvenuti S., E' mission di questa Lega d'istruir la nostra prole, "Archivio trentino", 2001, n. 2

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  8. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Regazzola Luigi - Pedrotti Maria

    Buste: 6

    Luigi Regazzola (Este, 30 maggio 1889 - Brescia, 15 settembre 1950) durante la prima guerra mondiale fece parte del battaglione alpino Monte Berico e venne decorato con la croce al merito di guerra e con la medaglia al valore militare. Nella vita civile, fu prima funzionario della Banca d'Italia e successivamente direttore della Banca San Paolo di Brescia. Maria Pedrotti (Trento, 1904-1987), figlia di Giovanni (1867-1938), uno dei più attivi esponenti dell'irredentismo trentino, fu fortemente partecipe, insieme ai fratelli Giulia, Paolo, Alberto e Antonio, del clima politico e degli avvenimenti di quel periodo. L'archivio Regazzola - Pedrotti è stato depositato presso il Museo storico in Trento da Sandro e Tommaso Regazzola nel novembre 193 e nell'agosto 1996; nel settembre 2002 parte della documentazione, corrispondente alle serie fotografie e miscellanea (fascicoli 50-71) è stata restituita alla famiglia, su richiesta della stessa. Le carte hanno avuto un primo riordinamento curato da Maria Pedrotti che ha lasciato annotazioni e chiarimenti di alcuni fascicoli che rivelano le diverse aggregazioni da lei create. Nel corso del tempo sono stati operati alcuni rimaneggiamenti presumibilmente ad opera degli eredi. Le carte di Luigi Regazzola, come risulta da manoscritto di Maria Pedrotti, sono state parzialmente distrutte alla sua morte (1). La documentazione riguarda in particolare l'esperienza militare e il carteggio di Luigi Regazzola e la vita familiare di Maria Pedrotti, documentata anche da numerose fotografie. Nel riordinamento archivistico, curato da Claudio Ambrosi nel 1998, i documenti sono stati organizzati in due serie distinte riferite ai due soggetti produttori. La prima, intestata a Regazzola, si articola in documenti sulla prima guerra mondiale (in particolare relative al battaglione Monte Berico), in ricordi di guerra e di vita "non militare". La seconda, dedicata a Maria Pedrotti Regazzola conserva documentazione riferita alla madre Clotilde Rosmini, al padre Giovanni e al fratello Antonio, fotografie e miscellanea. Il fondo è corredato da inventario a stampa; è consultabile secondo la normativa vigente. .

    NOTE:

    Presso il Museo storico in Trento, nell'Archivio della scrittura popolare, è conservato in copia un quaderno compilato da Maria Pedrotti con le tascrizioni di lettere e documenti di Luigi. Nelll'introduzione, rivolta al figlio, Maria dichiara: "[...] pochi giorni dopo la repentina scomparsa di tuo padre, la nonna Adele sopraffatta dall'angoscia, in un impeto di disperazione, faceva bruciare in una sola fiammata tutte le sue lettere di guerra scritte giornalmente dal fronte dove egli fu quasi ininterrottamente dalo 1915 al1918".

    Nota bibliografica: Ambrosi Claudio, L'Archivio Regazzola - Pedrotti, in "Archivio Trentino", 1999, n. 2, pp. III-146

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  9. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Conci Enrico ed Elisa, Elsa

    Buste: 19

    Enrico Conci (Trento, 24 giugno 1866 - 25 marzo 1960), avvocato notaio, nel 1896, venne eletto alla Dieta di Innsbruck, poi deputato alla camera di Vienna (1897), incarichi rinnovati negli anni successivi per lo schieramento clericale-conservatore. Internato a Linz dallo scoppio del primo conflitto mondiale fino al maggio 1917, nel novembre dello stesso anno fu nominato membro delle Delegazioni (assemble competenti a trattare questioni internazionali) e nel 1920 senatore del regno per il Partito popolare, ruolo che mantenne anche nel secondo dopoguerra, con la Dc, fino al 1953. Elisabetta Conci, Elsa (Trento, 23 marzo 1895 - 1 novembre 1965), sulle orme del padre Enrico, si dedicò alla politica attiva nell'ambito delle forze clericali e cattoliche. Laureata in lettere, fu attiva nella Fuci e, docente di tedesco nelle scuole superiori di Trento, si iscrisse al Fascio femminile di Trento nel 1933 senza peraltro aderire intimamente al fascismo. Nel dopoguerra si impegnò nelle fila della Dc e fu molto attiva nel campo dell'assistenza all'infanzia, dell'assistenza sociale e della formazione professionale femminile. Eletta nel 1946 deputato alla Costituente nel collegio di Trento, venne riconfermata deputato nelle liste democristiane fino al 1963, divenendo anche, dal 1952, segretaria del gruppo Dc alla camera. Insignita di diversi riconoscimenti tra cui anche la croce "Pro Pontifice et ecclesia" conferita da Paolo VI, propugnatrice dell'ideale europeistico, Elsa Conci fu membro della delegazione italiana al Parlamento europeo e fu tra le fondatrici dell'Unione femminile europea di cui divenne presidente (1959-1963). L'archivio è pervenuto al Museo storico in Trento nel 1989 per volere di Lidia Conci e Carla Goio Franceschini; ulteriori versamenti sono stati effettuati nel 1990 e nel 1999. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. La documentazine attesta l'attività politica di Enrico nell'ambito trentino e di Elsa nella Dc e nel parlamento italiano; inoltre il fondo conserva corrispondenza familiare, materiale iconografico e documenti relativi ad Amelia e Irma Conci e a Carla Goio Franceschini. Un primo ordinamento del fondo è stato curato da Vincenzo Calì nel 1990 e nel 1998 è stato riordinato da Andreina Mascagni. Il fondo è strutturato nei seguenti nuclei documentari: Corrispondenza familiare (1885-1978), Corrispondenza e documenti relativi alle attivià di Enrico Conci (1891-1965), Documenti personali e discorsi di Enrico Conci (1874-1945), Commemorazioni Enrico Conci (1933-1980), Carte Amelia e Irma Conci (1902-1966), Corrispondenza e documenti relativi alle attività di Elsa Conci (1902-1971), Malattia e morte di Elsa Conci (1964-1965), Commemorazioni Elsa Conci (1949-1987), Carte Carla Goio Franceschini (1915-1990), Pubblicazioni e stampa (1891-1990), Iconografia (sec. XIX-XX), Diverse (1895-1965). L'archivio è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, L'Archivio Enrico Conci al Museo del Risorgimento, in "Archivio Trentino di storia contemporanea", 1990, n. 1;
    Nota bibliografica: Benvenuti S., Mascagni Andreina, L'Archivio della famiglia Conci, in "Archivio trentino", 1999, n. 2, pp. III-146

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  10. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Disertori Giuseppe, Beppino

    Buste: 20

    Beppino Disertori (Trento, 19 giugno 1907 - 5 maggio 1992), terminati gli studi, frequenta a Firenze e a Genova la facoltà di medicina e si specializza a Milano, con Carlo Besta, in neurologia e psichiatria. Rientrato a Trento, negli anni Quaranta partecipa attivamente alla Resistenza con Egidio Reale, Randolfo Pacciardi, Gigino Battisti, Egidio Bacchi, Giannantonio Manci. Nel dopoguerra diviene primario di neurologia all'ospedale S. Chiara, docente presso la facoltà di medicina di Padova e di sociologia di Trento, e presidente della Croce rossa italiana. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, il materiale è in buono stato di conservazione. Il fondo di Beppino Disertori è pervenuto al Museo Storico in Trento con atto di donazione nel luglio 1988. Il materiale pervenuto è costituito da un archivio da numerosi periodici e da una biblioteca di 5.000 titoli. Il suo archivio conserva un ricco carteggio con scienziati, personalità politiche e del mondo della cultura, documenti sull'attività scientifica e di pubblicazioni; cronache e materiali raccolti durante i viaggi; recensioni alle sue opere e materiali di ricerche scientifiche (psichiatriche ecc.). Al momento del versamento l'archivio si trovava già ordinato e organizzato dal Disertori stesso. L'archivio era ed è organizzato, per quanto riguarda la corrispondenza, in tre nuclei distinti: corrispondenza ordinata alfabeticamente, corrispondenza famigliare, corrispondenza scientifica. Si sono conservati anche i copialettere con le minute rilegate dal 1945 al 1987. La parte rimanente dell'archivio è composta da fascicoli relativi a pubblicazioni scientifiche e ai viaggi effettuati in Africa e in Oriente. Il fondo è articolato in serie. 1. Corrispondenza a Beppino Disertori (ordine alfabetico); 2. Corrispondenza famigliare e documenti personali, 3. Corrispondenza relativa a pubblicazioni, 4. Copialettere, 5. Recensioni e documentazione sulle opere di Beppino Disertori, 6. Attività scientifica e culturale, 7. Viaggi Il lavoro di riordino è stato eseguito da Andreina Mascagni nel 1994 ed è stato prodotto un inventario a stampa. Il fondo è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Mascagni A., Tomasi C. (a cura di), Inventario dell'archivio di Beppino Disertori presso il Museo storico in Trento, in: "Sotto il segno dell'uomo: Beppino Disertori", Trento, Comune di Trento, 1995

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  11. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Bresciani famiglia

    Buste: 13

    Giuseppe Bresciani (Riva del Garda, 16 maggio 1886 - 1955) frequenta, a partire dal 1892, la scuola popolare maschile, finita la quale entra nella bottega di barbiere del padre; appassionato di musica (mandolino e violoncello) e di filatelia, filodrammatico e dilettante filarmonico, fu anche fondatore e presidente della Società sportiva Benancense. Durante la prima guerra mondiale fu prigioniero in Russia e poi volontario nell'esercito italiano e, nel secondo dopoguerra, fu tra i fondatori della sezione cittadina della Democrazia cristiana. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. L'archivio è stato depositato dagli eredi al Museo storico in Trento nel 1989; altra donazione è avvenuta nel gennaio 1991. La parte più consistente del fondo è quella relativa a Giuseppe Bresciani. All'iniziale nucleo di materiale epistolare e memorialistico, si è aggiunto in seguito una documentazione più ampia sulla famiglia, tra cui anche documenti testamentari, documentazione sugli antenati, sulle esperienze vissute da Giuseppe Bresciani durante la prima guerra mondiale e sulla sua partecipazione alla vita sociale di Riva del Garda tra l'inizio del secolo e il 1955. Il fondo, riordinato da Patrizia Marchesoni e Caterina Tomasi nel 1990, è così strutturato: documenti famigliari del periodo precedente la prima guerra mondiale; corrispondenza e documenti del periodo di guerra; corrispondenza di amici e parenti a Giuseppe Bresciani nel periodo della prima guerra mondiale; corrispondenza e documenti dal 1925 al 1955; amministrazione del patrimonio familiare; attività commerciale; gestione immobili; attività sociali; fotografie. del fondo esiste un inventario a stampa. E' consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Fait G. (a cura di), Una generazione di confine, Trento, Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  12. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Legione Trentina

    Buste: 20 e schedari 2

    La Legione trentina fu costituita a Firenze nel 1917 per iniziativa di alcuni fuoriusciti trentini che intendevano unire tutti i volontari trentini arruolatisi nell'esercito italiano. Il gruppo promotore era composto da: Giovanni Battista Adami, Luigi Aldrighettoni, Bruno Bonfioli, Patrizio Borsetti, Giovanni Briani, Francesco Conci, Giuseppe Cristofolini, Gualtiero Covi, Emanuele a Prato, Alberto Eccher dall'Eco, Oreste Ferrari, Fiorio Giuseppe, Guido Larcher, Italo Lunelli, Giovanni Lorenzoni, Italo Maroni, Guido Menestrina, Livio Marchetti, Aurelio Nicolodi, Ottone Nicolussi, Paolo Pizzini, Filiberto Poli, Mario Scotoni, Vittorio Scenico, Guido Stringari, Fernando Tonini, Enrico Zenatti Remo Zucchelli. Il gruppo promotore funzionava anche come Consiglio direttivo provvisorio ed eleggeva al suo interno un Comitato esecutivo composto da un presidente, un segretario, un cassiere e due consiglieri. La Legione si proponeva di "raccogliere notizie riguardanti i volontari", offrire un appoggio morale e materiale agli aderenti, "onorare i martiri e i caduti". I compiti dell'associazione non si esaurirono col finire della guerra, anzi l'associazione dopo la guerra svolse attività finalizzata alla difesa dell'idea nazionale e all'affermazione del confine al Brennero, fino al 1988, anno del suo scioglimento. L'archivio della Legione trentina è stato il nucleo fondamentale e fondatore dell'attuale Museo storico in Trento. Infatti i legionari iscritti all'associazione raccolsero, conservarono scrupolosamente il loro archivio e promossero la raccolta di tutta la documentazione importante per una storia del Trentino. Nel 1919 proposero al sindaco di Trento V. Zippel la costituzione di un Museo del Risorgimento da collocare al Castello del Buonconsiglio. Venne costituita anche una sezione specifica "martiri e volontari" che doveva raccogliere documenti e cimeli storici relativi alla prima guerra mondiale. Agli inizi del 1923 venne approvato dalla giunta comunale di Trento lo statuto della Società del Museo Trentino del Risorgimento (l'attuale Museo storico in Trento). Altra donazione venne fatta dalla famiglia Bernard nel novembre del 1996. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. La parte più consistente dell'archivio è quella del carteggio; si conservano inoltre curricula dei volontari trentini, questionari, materiale della Legione trentina di Riva, iconografia, fotografie e documenti dei legionari, manifesti della Legione trentina. Del fondo esiste un inventario a stampa. E' consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Anesi G., La Legione Trentina, in: "ArchivioTrentino di storia contemporanea", Trento, 1994, n. 1

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  13. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Canestrini Alessandro

    Buste: 6

    Fascicoli: 30, fotografie e negativi

    Alessandro Canestrini (Rovereto, 26 giugno 1879 - 22 ottobre 1948) si laurea a Innsbruck in scienze naturali e dal 1905 al 1923 insegna scienze naturali al liceo ginnasio di Rovereto. Molto attivo nella vita culturale di Rovereto, ricopre varie cariche in differenti istituzioni culturali; il 18 marzo 1907 è nominato socio e poi presidente dell'Accademia roveretana degli Agiati. Internato politico per irredentismo durante la prima guerra mondiale, nel 1921 riceve la Croce di cavaliere nell'ordine della Corona d'Italia. Dal 1922 al 1930 è presidente della Società di abbellimento di Rovereto. Dal 1923 al 1948 è preside dell'Istituto tecnico di Rovereto. Nel 1933 è nominato conservatore per la zoologia generale del Museo di storia naturale della Venezia tridentina (attuale Museo tridentino di Scienze naturali). Dal 1938 al 1944 ricopre anche la carica di direttore del Museo civico di Rovereto. Dal 3 novembre 1942 Canestrini è per un triennio ispettore bibliografico per il Comune di Rovereto. L'archivio, donato da Sandro Canestrini nel novembre del 1993, è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 15 marzo 1996. La documentazione è costituita da corrispondenze familiari e con personalità della cultura, della scuola e della scienza; carteggi per la pubblicazione delle sue opere; manoscritti editi ed inediti di lavori scientifici e di discorsi. L'epistolario, parte più consistente del fondo, è stato raccolto per mittenti. Le fotografie (209 stampe, 492 negativi di cui 225 lastre) sono state raggruppate per soggetto. Del fondo esiste un inventario a stampa. E' consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Sega I.,Il fondo Alessandro Canestrini, in: "Archivio Trentino di storia contemporanea", Trento, 1995, n.1;
    Nota bibliografica: Antonelli Q., Altre carte per il Fondo Alessandro Canestrini, in: "Archivio Trentino di storia contemporanea", Trento, 1995, n.2

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  14. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Famiglia del volontario trentino

    Buste: 16

    L'associazione Famiglia del volontario trentino si costituisce nell'autunno del 1915; con sede a Firenze, in via Fossi, è composta esclusivamente da donne trentine fuoriuscite che si assumono il compito diaiutare sia moralmente che materialmente i volontari trentini nell'esercito italiano. Il fondo conserva migliaia di lettere di volontari trentini, elenchi e curricula; protocolli della corrispondenza, elenchi di adesione all'associazione, libri cassa, registri delle entrate e delle uscite. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre1993. E' corredato da inventario a stampa ed è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimentio e della lotta per la libertà, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Molina L., La famiglia del volontario trentino, Trento, Temi, 1930, n. 5

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  15. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Associazione reduci dalla Russia

    Buste: 2 e reg. 1

    Fascicoli: 11

    L'11 ottobre 1921 un gruppo di reduci dalla Russia nominarono un comitato (composto da Giuseppe Bosetti, Oreste Detassis, Guglielmo Maurina, Annibale Molignoni e Graziano Onestinghel) per la costituzione di un'associazione che si occupasse di riunire tutti i reduci dalla Russia. Promotrice dell'iniziativa fu anche Gemma Guerrieri Gonzaga. L'associazione si costituì nel 1922 con sede in Trento. Fra i diversi scopi si proponeva di "tenere alto con ogni mezzo ed in ogni occasione l'ideale di patria fervidamente nutrito nella Russia e nella Siberia", inoltre si prefiggeva di fornire un appoggio morale e un aiuto materiale ai soci bisognosi ma soprattutto di rintracciare e far rimpatriare i trentini prigionieri in Russia. L'associazione era apolitica; di essa potevano fare parte tutti coloro che in Russia, Siberia e Cina avessero chiesto, antecedentemente al 3 novembre 1918, la cittadinanza italiana. L'associazione rimase attiva fino al 1935, anno in cui il suo patrimonio (carteggi e cimeli) venne donato al Museo del Risorgimento (ora Museo storico in Trento) per delibera della Direzione. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. L'archivio è ordinato e si presenta completo e strutturato, sono presenti, infatti, i verbali delle sedute dell'adunanza, la corrispondenza (ordinata in fascicoli annuali), un registro con l'elenchi dei soci con le quote versate, alcuni bilanci consuntivi, una rubrica alfabetica dei prigionieri, materiale a stampa. E' consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Statuto federale dell'Associazione reduci dalla Russia, Trento,Tridentum, 1925

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  16. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Commissione centrale di patronato dei fuoriusciti adriatici e trentini

    Buste: 10

    La Commissione centrale di patronato dei fuoriusciti adriatici e trentini venne costituita, come ente autonomo, dalla società Dante Alighieri, nell'aprile del 1915. La commissioe aveva sede a Roma ed era composta da nove membri (Salvatore Segré, Felice Bennati, Carlo Esterle, Alessandro Lustig, Giovanni Pedrotti, Donato Sanminiatelli, Spiro Tipaldo Xydias, Albino Zenatti). Il 21 dicembre 1915 fu riconosciuto come ente morale. L'attività della commssione, oltre a erogare sussidi e prestiti dai fondi messi a disposizione del governo italiano, consisteva nell'occuparsi dell'arroulamento dei volontari, delle pratiche riguardanti le promozioni e l'equipaggiamento dei soldati volontari, e dell'appoggio morale e materiale. La commissione si occupava anche di tutti i profughi allontanati dalle zone di guerra e internati nelle varie provincie del regno. Nel 1917 venne approvato lo statuto. Organi della commissione erano: l'Assemblea generale dei consiglieri, la Giunta esecutiva e il Presidente. Parte dell'archivio è stato versato da Pietro Pedrotti di Rovereto nell'aprile del 1938. L'archivio, oltre corrispondenza, elenchi dei profughi, circolari, relazioni dei congressi, contiene le pratiche per le concessioni dei mutui governativi. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993; è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agl archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Coceani B., L'opera della Commissione centrale di patronato tra i fuoriusciti adriatici e trentini durante la grande guerra, Trieste, EL, 1938

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  17. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Calamandrei Piero

    Buste: 4

    Piero Calamandrei (Firenze, 1889-1956), laureatosi in legge a Pisa nel 1912, dal 1915 divenne professore di procedura civile dapprima a Messina, poi a Modena, Siena e dal 1924 a Firenze con la cattedra di diritto processuale civile. Ufficiale volontario arruolato nel 218º reggimento di fanteria durante la prima guerra mondiale, con l'avvento del fascismo fece parte del Consiglio direttivo dell'Unione nazionale democratica fondata da Giovanni Amendola e fece parte di diversi movimenti clandestini: collaborò a "Non mollare!", nel 1941 aderì a Giustizia e libertà e nel 1942 fu tra i fondatori del Partito d'Azione. Nominato rettore dell'Università di Firenze il 26 luglio 1943, dopo l'8 settembre fu colpito da mandato di cattura cosicché esercitò effettivamente il suo mandato dal settembre 1944, alla liberazione di Firenze, all'ottobre 1947. Fece parte della Consulta nazionale e della costituente in rappresentanza del PdA, nel 1948 fu deputato per Unità socialista e nel 1953 fondò, con Ferruccio Parri, Tristano Codignola e altri, Unità popolare. Accademico dei Lincei, tenne la direzione di diverse riviste giuridiche e nell'aprile 1945 fondò la rivista "Il Ponte". Le carte di Piero Calamandrei sono state versate nel febbraio 1960 da Ada Calamandrei. La documentazione consiste in corrispondenza, documenti e fotogafie sulla partecipazione alla prima guerra mondiale, in particolare sull'entrata delle truppe italiane a Trento il 3 novemre 1918. laparte più consistente dell'archivio di Piero Calamandrei che ne documenta l'impegno politico, professionale, civile e letterario, è conservata presso l'Istituto storico della Resistenza in Toscana. La documentazione conservata preso il Museo storico in Trento è stata dichiarata di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. Il fondo è ordinato, corredato di elenco di versamento dettagliato e suddiviso nei seguenti nuclei documentari: corrispondenza, relazioni e bollettini del Corpo d'armata; opuscoli propagandistici, giornali, stampati e carte topografiche delle zone di guerra; fotografie, medaglie e benemerenze. Il vondo è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Vigni Maria, Fondo Piero Calamandrei, in La Resistenza in Toscana, n. 8, 1970

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  18. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Associazione Trento Trieste

    Buste: 6 e regg. 6

    Per iniziativa del comitato vicentino Pro Italia irredenta fu costituita [nel 1904] l'Associazione culturale Trento - Trieste. Scopo dell'associazione era quello di "dare aiuto morale e materiale ai difensori della nazionalità nella terre italiane soggette all'Austria". L'associazione, con sezioni in diverse città, si impegnava a mantenere stretti legami con le altre istituzioni di cultura presenti sul territorio, in particolare con le università popolari, la stampa, le biblioteche, le associazioni studentesche, le società editrici e i liberi editori, il Touring (Tci), il Club alpino (Cai), le società sportive. L'archivio, versato nel marzo 1939 da Giovanni Giuriati e Oscar Sinigaglia e nel giugno 1939 da Mrio Griffini, conserva corrispondenza delle sezioni di Roma, Venezia, Parigi, Londra, Saluzzo, opuscoli, verbali, relazioni, contabilità, copialettere, elenchi sottoscrizioni per Fiume. Si segnala in particolare la documentazione relativa all'impresa d Fiume. L'Archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993; è consultabile secondola normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Statuto dell'associazione Trento - Trieste per la difesa della nazionalità nelle provincie italiane soggette all'Austria, Venezia, Stab. Tipo - Litografico F. Grazia, 1913

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  19. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: L'Ora presente

    Buste: 18

    Il giornale "L'Ora presente" nacque per iniziativa di un gruppo di studenti interventisti del Politecnico di Torino che, dopo la dichiarazione ufficiale di neutralità dell'Italia, pubblicata il 3 agosto 1914, decise di realizzare un giornale contro la neutralità italiana. Il primo numero uscì il 16 ottobre 1914 contemporaneamente ad un'altra rivista interventista udinese "Ora o Mai!". Ideatore del giornale era Camillo Pasti. Il comitato centrale raccoglieva i redattori Mario Giorgini, Sergio Ancona, Andrea Marsini, Odoacre Massena, Fausto Del Re e Damiano Chiesa. Il giornale costituì anche una redazione a Roma e il 28 novembre uscì un'edizione speciale a Roma. "L'Ora presente" veniva distribuita gratuitamente dagli studenti. La pubblicazione proseguì fino al 9 maggio 1915, con l'uscita dell'ultimo numero (n. 14). La raccolta completa del giornale fu donata al Museo il 27 febbraio 1925 da Giulio Angeli. Il fondo contiene carteggio redazionale, raccolta completa dei 14 numeri del giornale, alcuni numeri de "Il Resto del Carlino", "Lacerba", "Il Popolo d'Italia", ritagli di giornali e fotografie. L'archivio è ordinato: la corrispondenza è ordinata alfabeticamente per enti (associazioni-giornali) e per mittenti (persone). E' stato compilato l'elenco alfabetico di tutti i corrispondenti. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico in ata 22 ottobre 1993; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Benvenuti S., L'ora presente quindicinale interventista (Torino 1914-1915), Trieste, Istituto nazionale per la storia del giornalismo

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  20. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Ranzi Guglielmo

    Buste: 5

    Guglielmo Ranzi (Trento, 15 dicembre 1859 - 24 aprile 1932) fu consigliere comunale di Trento, membro della Direzione e presidente della Società degli alpinisti tridentini (Sat) nel periodo 1897-1898, consigliere dell'Associazione Lega nazionale e fiduciario della società nazionale Dante Alighieri. Sua fu l'iniziativa di erigere un monumento a Dante Alighieri inaugurato l'11 ottobre 1896. La documentazione è stata donata nell'ottobre 1940 e nel febbraio 1942 da Giuseppe Stefenelli di Trento. Nell'archivio, pur non essendo ordinato, si possono riconoscere i seguenti nuclei di documentazione quali: verbali del Comitato esecutivo per il monumento a Dante, corrispondenza e minute del Comitato, contabilità (raccolta di sovvenzioni, consuntivi), disegni e mappe per i lavori di costruzione, giornali. Sono inoltre conservati ritagli stampa sulla morte di Guglielmo Ranzi e un registro dei soci della Società nazionale Dante Alighieri - Comitato di Trento. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  21. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Pro cultura

    Buste: 8

    L'associazione fu costituita a Trento, nel 1900, per iniziativa della Società degli studenti trentini con la denominazione Pro cultura, società trentina per l'istruzione popolare. Si proponeva di promuovere l'istruzione e l'educazione, di aiutare e appoggiare ogni istituzione che avesse fini analoghi. Per il raggiungimento degli scopi statutari l'associazione organizzava conferenze, corsi di lezioni private, concerti, serate di recitazione, intrattenimenti diversi ecc. La società era amministrata da un Consiglio direttivo composto da un presidente, un vicepresidente e cinque consiglieri. Fra i soci fondatori risultano: Francesco Gerloni, Cesare Battisti, Ernesta Bittanti, Giovanni Battista Trener, F. Menestrina, A. Tambosi, V. Riccabona, Eduino Poda, [ ] Murari e altri. La prima direzione era composta da Gerloni, Bittanti, Poda e Murari. La direzione della società passò presto ad altri, fra cui Gino Onestinghel, che nel 1909-1910 diedero vita alla rivista "Pro cultura" in aperta concorrenza con la rivista di Battisti e Trener "Tridentum". Nel 1925 la società venne sciolta e assorbita dall'Istituto fascista di cultura; venne ricostituita nel 1945 con il nome e il programma originari, per volontà di alcuni dei primi fondatori (Menestrina, Trener, Roberti) e prosegui l'attività fino alla fine degli anni Ottanta. La documentazione precedente la prima guerra mondiale è andata dispersa. Il patrimonio della Pro cultura, comprendente mobili, attrezzatura, una biblioteca di circa 200 volumi, corrispondenza, atti relativi alla costituzione e alla conduzione della società fu acquisito nel 1925 dall'Istituto fascista di cultura. Dopo lo scioglimento dell'istituto tutto il materiale venne inventariato e consegnato all'Intendenza di Finanza che lo collocò in un locale di un edificio in centro città. L'edificio venne bombardato nell'aprile del 1945 e molto materiale andò disperso e saccheggiato. Nell'agosto del 1945, per ordine del commissario interinale della Biblioteca comunale, ciò che era rimasto del patrimonio della biblioteca fu trasferito presso la Biblioteca comunale di Trento, mentre l'archivio, forse, venne destinato al macero. L'archivio, conservato presso la sede della rivista trentina Uct, è pervenuto al Museo storico nel 1985, grazie all'interessamento di Sergio Bernardi. Le carte sono collocate in 8 buste, all'interno delle quali vi sono i fascicoli in ordine cronologico. Solo il primo fasc. della prima busta riguarda il primo periodo dell'associazione (1900-1914), i restanti fascicoli riguardano gli anni 1945-1983. L'archivio è stato riordinato da Nicoletta Pontalti nel 1985, ed è corredato da un inventario a stampa. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993 ed è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Marchesoni PatriziaL'archivio Pro cultura, in Bollettino del Museo trentino del Risorgimento, a. 36 (1987), n. 3

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  22. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Commissione provinciale di censura di Mantova

    Buste: 2

    Il 13 giugno 1940 entrava in funzione anche in Italia la censura della corrispondenza postale. Con regio decreto 8 luglio 1938 n. 1415 il fascismo stabiliva che durante lo stato di guerra la corrispondenza postale e le comunicazioni telegrafiche, telefoniche e radioelettriche fossero sottoposte a censura. A questo provvedimento si aggiunsero i decreti n. 2247 e 2248 del 12 ottobre 1939, entrati in vigore il 15 giugno 1940, in base ai quali agli ufficiali militari si aggiungevano le Commissioni provinciali di censura postale (poi Commissioni provinciali di guerra), dipendenti dai prefetti e aventi sede presso le direzioni provinciali delle poste e dei telegrafi. L'8 luglio 1940 il ministero dell'Interno stabiliva l'accentramento di tutte le operazioni di censura della corrispondenza sia civile che militare presso le commissioni provinciali e la contemporanea soppressione degli uffici militari di censura. Le commissioni controllavano la corrispondenza da o per militari (controllo totale), la corrispondenza civile (controllo parziale), telegrammi e comunicazioni telefoniche (controllo totale). Le commissioni erano presiedute da un funzionario civile della pubblica amministrazione, da una trentina di ufficiali di complemento e da una quindicina di censori civili (iscritti al Partito nazionale fascista). Le commissioni inviavano settimanalmente una relazione alla Questura e un'altra, quindicinale, al ministero della Guerra. Gli organi di censura, dispersi o smobilitati dopo l'8 settembre 1943, ripresero a funzionare nell'inverno del 1943. Le commissioni funzionarono fino al 1945. L'archivio fu acquistato a Mario Ceola dal Museo il 31 maggio 1961. Il fondo conserva le lettere e cartoline sequestrate dall'Ufficio censura, quaderni con stralci di lettere censurate, fotografie sequestrate, le relazioni settimanali e le relazioni quindicinali, giornali di trincea ("Dovunque", "Fronte russo", "Tradotta libica", "La tradotta", "La tradotta del fronte Giulio"), norme, mappe e schizzi della difesa contraerea. Del fondo è stato compiuto un riordino sommario a cura di Caterina Tomasi nel 1995 ed esiste un inventario a stampa. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1996 ed è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Rizzi L., Lo sguardo del potere. La censura militare in Italia nella seconda guerra mondiale 1940-1945, Milano, Rizzoli, 1984

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  23. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Cinquetti Gigliola

    Buste: 13 e 156 scatole

    L'archivio di Gigliola Cinquetti, cantante di musica leggera, vincitrice di numerosi festival italiani ed europei, è stato depositato presso il Museo storico grazie all'interessamento di Quinto Antonelli, nel 2000-2001. Si conservano le lettere inviate dai fans dal 1963 (anno di Castrocaro) fino alla metà degli anni Settanta, numerosi abiti di scena, pubblicazioni sulla Cinquetti raccolte durante la sua carriera, premi ricevuti (disco d'oro) e dischi. in corso la schedatura della corrispondenza e la creazione di una banca dati informatizzata. L'archivio è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Antonelli Quinto150000 lettere a Gigliola, in AltreStorie, 2001, n. 7

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  24. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Segretariato per richiamati e profughi del Trentino

    Buste: 4

    Al Comitato centrale per i profughi del Sud costituito fin dal luglio del 1915 a Vienna (presieduto dal barone Beck), facevano capo numerosi comitati locali ed anche il Segretariato per richiamati e profughi. La sezione Segretariato per richiamati che dal settembre 1914 svolgeva a Vienna la sua attività quale filiale della Croce Rossa di Trento, nel luglio 1915 venne aggregata al Comitato Profughi. Il Segretariato si chiamava Segretariato trentino richiamati, mutato in Segretariato Trentino Richiamati o profughi ed infine Segretariato richiamati e profughi. Il segretariato divenne il centro di consulenza e protezione per tutti i profughi italiani e prigionieri e pubblicava, settimanalmente, un bollettino. Il fondo, acquistato il 22 settembre 1956 e con successive acquisizioni, non è ordinato; conserva elenchi dei profughi (n. 1-2300 con lacune), ricevute dei versamenti per il bollettino del Segretariato, registri di cassa, registri per le spedizioni dei denari ai prigionieri, registro degli abbonati al "Bollettino del Segretariato per richiamati e profughi del Trentino". Esiste un elenco sommario della documentazione. Il fondo è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  25. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Pergher Leopoldo

    Fascicoli: 3

    Leopoldo Pergher (Trento, 16 settembre 1868 - 12 agosto 1960), medico chirurgo, studioso della medicina e della sua storia, nel periodo fra le due guerre si impegnò nella lotta contro la tubercolosi quale direttore del Dispensario antitubercolare di Trento. Dal 1945 al 1948 fu medico primario all'Ospedale civico di Trento, poi direttore dello stesso fino al 1953; nel 1954 si ritirò a vita privata. Per i suoi meriti in campo medico fu insignito nel 1925 della Commenda della Corona d'Italia e, nel 1959, della medaglia d'oro della Croce rossa italiana. Il fondo, donato nell'ottobre 1953, conserva documentazione sull'ospedale di Fortezza di Trento durante la guerra 1914-18: fotografie, elenchi di soldati austriaci ed italiani ricoverati nel 1915-16, appunti per la monografia "Ospedale di S. Chiara in Trento: origini e sviluppo dal 1821 al 1891", appunti vari. del fondo esiste un elenco sommario. Altra documentzione (due manoscritti e appunti di lavoro) si trova presso la Biblioteca comunale di Trento. Il fondo è consultabile secondo la normativa vigente. L'archivio è statio dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida genrale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985, pag. 29

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  26. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Malfatti Andrea

    Buste: 5

    Andrea Malfatti (Mori, 1832 - Trento, 7 febbraio 1917) studiò scultura a Milano presso l'Accademia di Brera. Aprì un proprio laboratorio di scultura a Trento, dove lavorò fino al 1874, poi a Milano dove produsse un gran numero di opere artistiche che gli procurarono fama. Il fondo, depositato al Museo nel marzo 1993, dopo il ritrovamento in Torre d'Augusto nel settembre 1991 da parte di Vincenzo Calì, conserva cartoline inviate a Malfatti da amici e parenti e fotografie riproducenti in gran parte opere dell'artista (1 album con 75 foto di famiglia; 109 fotografie di opere; 477 cartoline illustrate). Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993; è consultabile secondo la normativa vigente. Presso la sede del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento (Mart) è conservata la gipsoteca di Malfatti.

    Nota bibliografica: Premate A., Per un nuovo catalogo delo scultore Andre Malfatti, in: "Studi trentini di scienze storiche", 1999, n. 1-2

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  27. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Commissione patrioti di Trento

    Buste: 30

    Le commissioni patrioti furono istituite con dll. del 21 agosto 1945, n. 518. Le commissioni si rapportavano con gli uffici provinciali patrioti (isituiti con decreto del ministero per l'Assistenza post-bellica del 19 settembre 1945) ed erano composte da rappresentanti militari del Cln e della Prefettura. Avevano il compito di riconoscere, sulla base di domande presentate, la qualifica di partigiano combattente o quella di patriota, concedendo un relativo premio in denaro.L'archivio, donato nell'immediato secondo dopoguerra, conserva la corrispondenza inviata all'Ufficio provinciale patrioti, un protocollo della corrispondenza (1945), i fascicoli personali della Commissione provinciale patrioti con le domande per il riconoscimento della qualifica di patriota con foto e relazioni. corredato da un inventario sommario e da un database con tutte le domande inoltrate. Il fondo è consultabile secondo la normativa vigente. La documentazione si ntegra con quella conservata presso l'Anpi. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Ferrandi G., Paissan E., 50 anni di immagini, documenti e testimonianze della Resistenza trentina, Trento, 1995

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  28. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Rizzi Beatrice, Bice

    Buste: 21 e voll. 2

    Beatrice Rizzi, Bice (S. Bernardo di Rabbi, 26 agosto 1894 - Trento, 27 aprile 1982), il 3 luglio 1915 fu arrestata con l'accusa di alto tradimento per le sue attività irredentiste e di informazione a favore dell'esercito italiano. Rinchiusa nelle carceri del castello del Buonconsiglio in attesa del processo, conclusosi con la condanna a morte, dovette attendere più di due mesi prima che la condanna fosse commutata in dieci anni di carcere duro che scontò in parte nel carcere di Wiener Neudorf, alla periferia di Vienna, gestito dalle suore dell'ordine del Buon Pastore, né poté godere dell'amnistia per i reati politici concessa nel 1917: nonostante l'intervento del deputato Alcide De Gasperi, rimase in carcere fino all'8 novembre 1918. Dal 1923 al 1964 fu direttrice del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà. L'archivio, dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, è stato donato al Museo dai nipoti Alberto ed Elena Rivaira. Conserva corrispondenza di carattere personale e privato legata al mondo affettivo, corrispondenza riflettente l'attività di ricerca storica e di direttrice del museo, corrispondenza di argomento politico (irredentismo, fascismo, situazione dell'Alto Adige), materiale preparatorio per studi e publicazioni, fotografie. L'archivio è così strutturato: corrispondenza ricevuta da B. Rizzi, 1915-1981; miscellanea di argomenti vari utilizzati per le pubblicazioni; iconografia a carattere famigliare; pubblicazioni. Del fondo esiste un inventario a stampa. consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Pontalti Nicoletta, L'archivio di Bice Rizzi, in: "Bollettino del Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà", 1986, n. 3

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  29. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Sighele Scipio

    Fascicoli: 1

    Scipio Sighele (Brescia, 24 giugno 1868 - Firenze, 21 ottobre 1913) si laureò in giurisprudenza nel 1890, insegnò diritto penale all'università di Pisa e poi in quella di Roma. Fu difensore di Oreste Barattieri per la sconfitta di Adua e di T. Murri, consigliere provinciale socialista, a Bologna. Criminologo, sociologo, studioso di diritto e critico letterario, giornalista, tenne corsi di psicologia collettiva e di sociologia criminale all'Institut des Hautes Etudes dell'Università di Bruxelles. Nel 1891 pubblicò: "La folla delinquente". Irredentista, fu espulso dall'Austria nel giugno del 1912, dopo la pubblicazione di un articolo sulla "Revue de Paris". Il fondo conserva due volumi/album con conferenze, discorsi, appunti, lettere, cartoline e ritagli stampa raccolti dalla moglie, intitolati: In memoria del mio Scipio. Conferenze e discorsi in italiano 1896-1912 e In morte del mio Scipio. Lo sfratto - 1912 e una fascicolo contenente lettere di Sighele a Giovanni Pedrotti (1885-1913). Le lettere sono state donate da Paolo Pedrotti nel Giugno 1953. L'archivio, dichiarato di notevole interesse storico in data 22 ottobre 1993, è corredato da un inventario sommario ed è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  30. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Società nazionale per la storia del Risorgimento italiano. Comitato di Trento

    Buste: 2

    La società nazionale per la storia del Risorgimento italiano, istituita nel 1906, era costituita da diversi comitati regionali. Fra i vari scopi della società vi era quello di ricercare negli archivi i documenti relativi alla storia contemporanea d'Italia, formare una raccolta di documenti, pubblicare un periodico, promuovere la istituzione di Musei per la storia del Risorgimento, istituire corsi di storia ecc. Il Comitato regionale trentino si costituì nel periodo 1921-1923. La sua sede era presso la biblioteca comunale di Trento. Il comitato, ora provinciale, è tutt'oggi attivo. La parte più recente dell'archivio (dagli anni Ottanta ad oggi) è conservata presso la sede della Società di studi trentini di scienze storiche mentre la parte conservata presso il Museo, presumibilmente, è in sede fin dalla costituzione del Comitato in quanto Bice Rizzi, direttrice del Museo, era anche segretaria del Comitato. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. L'archivio non è ordinato; conserva corrispondenza, verbali delle riunioni, statuto e regolamenti (anni Cinquanta), contabilità. consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Rassegna storica del Risorgimento, 1923, II

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  31. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: de Gresti Guerrieri Gonzaga Gemma

    Buste: 21

    Ultima dei quattro figli di Oddone de Gresti di San Leonardo e di Emilia d'Asart, Gemma de Gresti (San Leonardo, 11 novembre 1877 - Rovereto, 14 marzo 1928) sposa nel 1893 Tullio Guerrieri Gonzaga. Rimasta vedova nel 1901, si dedicò al figlio Anselmo, alla gestione del patrimonio di famiglia e al rimpatrio dei prigionieri. Numerose erano le richieste di famiglie trentine che chiedevano aiuto per rintracciare parenti dispersi in Russia. Il centro operativo era a Torino; collaboravano con Gemma de Gresti Michele Kaminka, insegnante di russo, e Casimiro Lazowsky, polacco russo, e, per l'invio della corrispondenza in Russia, il console onorario di Russia a Torino, Giovanni Gorini e la Croce rossa danese attraverso l'Agenzia prigionieri di guerra. Nel 1915 la de Gresti riuscì ad organizzare una missione militare speciale con l'incarico di provvedere al raduno dei prigionieri nel campo di Kirsanov e all'organizzazione del loro viaggio in Italia; nell'autunno del 1916 avenne il rientro di 4200 uomini. Gemma de Gresti collaborò anche alla costituzione dell'Associazione reduci dalla Russia. Il fondo, in deposito temporaneo presso il Museo, conserva numerosi scritti (4600 cc.), frutto dell'attività di Gemma de Gresti, nella sua opera in soccorso dei trentini prigionieri in Russia fin dall'autunno del 1914, corrispondenza (dei prigionieri, dei loro familiari e di altri corrispondenti) inviata a Gemma de Gresti (1914-1927), liste di prigionieri, moduli per i prigionieri, relazioni, certificarti ed onorificenze, registri nominativi dei prigionieri, registri contabili sul denaro inviato, attività della de Gresti nella Croce Rossa, iconografia, opuscoli (pubblicazioni in ricordo della marchesa, alcuni numeri di "Alba Trentina"), giornali e ritagli stampa. La documentazione si integra con le carte dell'Associazine reduci dalla Russia. Il fondo è stato riordinato da Patrizia Marchesoni nel 1989 e microfilmato; esiste un inventario sommario. Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Marchesoni Patrizia, L'archivio della marchesa Gemma Gonzaga, in "Bollettino del Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà", 1989, n. 1

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  32. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Manera Cosma

    Buste: 5

    Cosma Manera (Asti, 1876 - Torino, 1958), terminati gli studi nell'accademia militare di Modena, nel 1899 venne inviato a Creta come tenente di fanteria; dopo un periodo (1901-1908) passato nell'arma dei carabinieri, Manera rientrò nei ruoli di provenienza e durante la prima guerra mondiale combatté in Cadore, ma venne poi inviato in missione prima a Bengasi, poi in Russia (1916) quale membro della Missione militare italiana in Siberia per la ricerca e il rimpatrio dei prigionieri di guerra di cui, nel 1918, assunse il comando riuscendo a organizzare 1700 italiani sperduti o prigionieri di guerra nella cosiddetta Legione dei redenti. Rientrato in Italia nel 1920, venne successivamente destinato alla missione italiana di Batum, sul mar Nero. Fu nuovamente reinserito nell'arma dei carabinieri dove concluse la sua carriera (1940) con il grado di generale di brigata. L'archivio di Manera è stato donato dalla famiglia Manera nel 1990. Esso conserva una raccolta di cartoline della prima guerra mondiale (3605 pezzi), lettere e documenti (perlopiù inviati alla vedova), stampati e ritagli di giornale sull'attività di Manera. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 15 marzo 1996; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  33. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Bezzi Ergisto

    Buste: 6

    Fascicoli: 4

    Ergisto Bezzi (Cusiano di Ossana, 16 gennaio 1835 - Torino, 3 agosto 1920) nel 1859 è fra i Cacciatori delle Alpi con Garibaldi, nel corpo delle guide a cavallo; Amico di Mazzini e Garibaldi, partecipò a tutte le campagne garibaldine. Nel 1862 ebbe l'incarico da Mazzini di organizzare una insurrezione nel Veneto e nel Trentino che, nel 1864, fallì in seguito alla cattura di alcuni congiurati; nel 1866 combatté al Caffaro e a Bezzecca, nel 1867 a Mentana dove fu ferito. Eletto a Ravenna deputato al Parlamento italiano, rifiutò il mandato politico per non giurare fedeltà alla monarchia. Il fondo, donato dalla Commissione emigrazione trentina di Milano nel 1924, conserva documenti sulla partecipazione alle guerra risorgimentali e alla cospirazione del 1864 per l'occupazione del Trentino. In particolare raccoglie corrispondenza, articoli di giornale, elenco dei corrispondenti e materiali per le pubblicazioni, brevetti, memorie sulla spedizione dei mille e la campagna del 1866 e una piccola raccolta di scritti autografi di Bezzi (1866-1911) e la sua corrispondenza (1915-1920). Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Grandi T., Rizzi B., Ergisto Bezzi - Irredentismo e interventismo nelle lettere agli amici 1903-1920, Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà, Trento, 1963

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  34. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Ricci Vittore

    Buste: 3

    Vittore Ricci (Udine, 1828 - Milano, 1905) allo scoppio della seconda guerra d'indipendenza si trasferì da Trento a Torino e poi a Milano. Membro del Comitato per l'emigrazione, di cui divenne segretario tra il 1859 e il 1869, costituì, in collaborazione con il concittadino Domenico Gerola, un centro per la raccolta di sussidi per i fuoriusciti trentini. Il 20 giugno 1859, assieme a A. Gazzoletti e a G. Pietrapiana, rivolse un appello, a nome del Comitato per l'emigrazione, al re Vittorio Emanuele II ed uno all'imperatore Napoleone III, per perorare la causa del Trentino, con l'obiettivo di ottenerne il distacco dal Tirolo e la sua aggregazione alle provincie venete. Ricci è stato autore di studi geografici e di legislazione scolastica. L'archivio subì gravi perdite durante la prima guerra mondiale. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. L'archivio Ricci venne donato al Museo il 7 aprile 1932 dal figlio Leonardo Ricci. Esso conserva documenti, in originale ed in copia, riguardanti la storia della regione (carteggio per le petizioni dei comuni trentini e dei commercianti della provincia per il distacco del Trentino dal Tirolo e l'aggregazione al Veneto), memorie, lettere a Ricci da parte di patrioti trentini, poesie proclami, manifesti, raccolte di giornale, raccolti da Ricci. Conserva inoltre documenti del Comitato per l'emigrazione trentina: statuto, registri dei sussidi. Del fondo esiste un inventario sommario; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Benvenuti S., L'archivio di Vittore Ricci, in: "Bollettino del Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà", 1974, n. 1

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  35. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: de Gresti Guerrieri Gonzaga famiglia

    Buste: 22

    L'archivio della famiglia de Gresti Guerrieri Gonzaga documenta la storia del priorato di San Leonardo acquisito dalla famiglia de Gresti nel 1741 per via ereditaria e, a partire dal 1926, passato nelle mani di Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga. L'archivio testimonia anche la storia della famiglia de Gresti e degli eredi Guerrieri Gonzaga e l'attività della tenuta agricola di San Leonardo. Il fondo conserva corrispondenza familiare, alberi genealogici, notizia sulla famiglia e atti amministrativi della tenuta agricola. Depositato nel 2001 da Carlo Guerrieri Gonzaga, l'archivio, che è stato riconosciuto di notevole interesse storico locale in data 4 aprile 1996, si integra con le carte di Gemma de Gresti Guerrieri Gonzaga. stato riordinato da Patrizia Marchesoni con la collaborazione di Manuela Perris. Il fondo è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Casetti A., Guida storico-archivistica del Trentino, Trento, Temi, 1961, pp. 12-13;
    Nota bibliografica: Marchesoni Patrizia, L'archivio della marchesa Gemma Gonzaga, in: "Bollettino del Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà", 1989, n. 1;
    Nota bibliografica: Marchesoni Patrizia, Archivio de Gresti Guerrieri Gonzaga, in: "Archivio trentino di storia contemporanea", 1993, n. 2

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  36. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Strobele Giovanni

    Buste: 1

    Fascicoli: 1

    Giovanni Strobele (1895-1976) è stato alpinista e scrittore di guide e articoli di montagna e ha ricoperto l'incarico di segretario della Società degli alpinisti trentini (Sat) dal 1933 al 1965. La parte più consistente delle carte di Strobele si trova presso la Sat e consiste in: fotografie, diari, quaderni di appunti, mappe relativi al periodo trascorso in Africa durante la seconda guerra mondiale. La documentazione conservata al Museo raccoglie un fascicolo di documenti sui combattimenti nella zona di Basson e Millegrobe, (1915) e una busta con 3 album di fotografie, dattiloscritti di proverbi abissini, diari, disegni eseguiti in Africa, memorie della guerra d'Africa con foto e schizzi, tessere di socio del Cai e della Sat, quaderno con l'elenco del materiale donato alla Sat e varie pubblicazioni donate al Museo di scienze naturali di Trento, appunti, poesie, ritagli di giornale, corrispondenza. Il materiale conservato nella busta è stato depositato da Riccardo Maroni nel 1987; non è stato rintracciato invece l'autore del lascito, né la data dello stesso. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. Del fondo esiste un elenco di versamento; è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 2004.  


     
  37. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Bonapace Ermete

    Buste: 13

    Ermete Bonapace (Mezzolombardo, 24 marzo 1887-25 settembre 1943) dopo aver compiuto i primi studi nella locale scuola si trasferì a Trento dove frequentò i corsi per geometra diplomandosi successivamente presso l'Accademia di Vienna (1911). Frequentò poi l'Accademia Albertina di Torino e infine, tornato a casa, svolse l'attività di insegnante. Con lo scoppio della prima guerra mondiale venne arruolato nell'esercito austro-ungarico e inviato sul fronte orientale dove fu catturato dai russi e internato in Siberia per tutto il 1915. Nel campo di Tiumen gli fu offerta la possibilità di aprire uno studio di pittura e scultura e nel 1916 dalla Siberia si trasferì nella Russia europea, a Kirsanov, dove rimase sino alla fine della guerra. Negli anni Venti e Trenta partecipò attivamente alla vita intellettuale e artistica di Trento con il Circolo artistico trentino, presieduto da Luigi Bonazza. Nel 1927 fu eletto membro dirigente del Sindacato degli artisti e nel 1928 presentò alla Mostra d'arte trentina una statua funeraria, Ex morte vita (ora monumento funebre della famiglia Marinelli al cimitero di Trento). In seguito partecipò a tutte le principali mostre sindacali tenute in regione, alternativamente a Trento e Bolzano, e si occupò anche di critica d'arte. Scrisse inoltre alcune commedie teatrali (Trato marzo, La fortuna di Crispino). Il materiale riguarda la sua attività di scultore e organizzatore culturale. Si conservano: quaderni di appunti, album con disegni, corrispondenza con i famigliari, con artisti (per la prima mostra d'arte trentina del 1928), corrispondenza varia , ritagli di giornale, manoscritti di commedie teatrali, cataloghi di mostre d'arte, diari personali, diapositive d'arte. Si conserva anche un diario scritto in Russia (1914-1916), miscellanea di carte dal 1916 al 1940, bozze del giornale "La nostra Fede" (Russia, 1916). L'archivio dello scultore Ermete Bonapace è stato donato dalla famiglia nel 1998. Dell'archivio, non ordinato, esiste un elenco di versamento; è consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Degasperi F., Nicoletti G., Pisetta R. (a cura di), Dizionario degli artisti trentini, Trento, Ed. Il Castello, 1999

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  38. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Ambrosi Giovanni

    Buste: 5

    Il fondo Giovanni Ambrosi conserva carte dello sesso Ambrosi, dell'Unione studenti trentini e della Società degli studenti trentini. Giovanni Ambrosi (Trento, 10 maggio 1879-24 agosto 1955) partecipò attivamente alle lotte studentesche per l'Università italiana a Trieste; a lui facevano capo i vari comitati universitari di Graz, di Vienna di Innsbruck. Nel 1913 si laureò in giurisprudenza a Graz e nell'agosto del 1914 fu a Milano con Cesare Battisti a fare propaganda interventista. Pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia, si arruolò volontario nel 5° reggimento alpini, battaglione Edolo. Combatté al Tonale sull'Ortigara e, finita la guerra, fu eletto sindaco di Deutschnofen (Nova Ponente), in Alto Adige. Nel giugno del 1945 si iscrisse al Pci e lo rappresentò nella commissione del Cln trentino per l'elaborazione dello Statuto d'autonomia regionale. L'Unione studenti trentini (1918-1924) fu fondata il primo novembre 1918 con lo scopo di "ritrovo, aiuto vicendevole fra gli studenti e loro protezione, propaganda patriottica, istituzione di una biblioteca e di un circolo di lettura, fondazioni di nuove sezioni". Era aperta agli studenti del liceo e ginnasio, dell'Itituto tecnico e della Scuola tecnica, dell'Accademia di commercio e commerciali biennali e della scuola normale (magistrali). L'amministrazione veniva esercitata da un consiglio composto da 7 membri. La Società degli studenti trentini (1894-1924) nata come Società degli studenti e candidati trentini con sede a Rovereto e Trento, divenne poi (1898/1899) Società degli studenti trentini con sede a Trento. Nel 1910 divenne Associazione degli studenti trentini e poi Associazione degli studenti universitari trentini. Scopo della società era quello di "stringere legami fra gli studenti iscritti all'università o a istituti ad essa pareggiati, di tutelarne gli interessi di concorrere a promuovere la cultura...". La società veniva amministrata da un consiglio direttivo composto da 5 membri. Una parte del fondo conserva materiale donato (forse nel 1921) da Efisio Giglio Tos (1870-1941), presidente dell'associazione universitaria torinese e socio della federazione Corda Fratres) all'Associazione degli studenti trentini. Giovanni Ambrosi in quanto presidente nei primi anni del Novecento dell'Associazione stessa era in possesso di queste carte e giunsero al Museo donate dalla vedova nel settembre 1955. Con la stessa donazione giunse anche l'archivio dell'Unione studenti trentini. Più difficile ricostruire le vicende di questo archivio, forse la sede dell'unione era la stessa dell'associazione e le carte sono confluite assieme nella donazione. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. L'archivio contiene atti relativi all'Università italiana a Trieste con lettere e telegrammi e soprattutto articoli di giornali e opuscoli sulla lotta universitaria, annuari, bollettini e opuscoli dell'associazione e 10 registri dell'associazione (copialettere, indice libri della biblioteca, registri cassa, mastri); conserva anche atti della Presidenza del Circolo studenti trentini, atti del Circolo di lettura, giornali, sette registri della società (protocollo della corrispondenza, registri delle sedute, elenchi e indice dei soci). Altra documentazione dell'Unione è conservata nel Museo. Del fondo esiste un inventario sommario. Le carte sono consultabili secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985;
    Nota bibliografica: Riccadonna Graziano, La società degli studenti trentini, "Studi trentini di scienze storiche", 1998

    Compilatore: Marchesoni Patriezia 05/2004.  


     
  39. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Modena Angelo

    Buste: 6

    Il generale Angelo Modena (Reggio Emilia, 1867 - Napoli 1938), dopo aver partecipato alla guerra italo-turca, prese parte alla prima guerra mondiale con il grado di colonnello al comando delle operazioni militari di Coni Zugna, Passo Buole e Monte Cauriol. Finita la guerra fu comandante della divisione militare di Trento. Le carte riguardano in gran parte gli avvenimenti militari sul fronte trentino, in particolare conserano relazioni su alcune operazioni militari (Coni Zugna e passo Buole) e sulle campagne d'Africa, corrispondenza, raccolta stampa in morte del generale, documenti riguardanti il padre, fotografie e medaglie. L'archivio, che è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, è stato donato da Elena Rivaira di Firenze in qualità di esecutrice testamentaria della figlia Pierette Modena il 28 marzo 1955. Il fondo, di cui esiste un elenco di versamento e un invenario sommario, è stato ordinato nel 1956. E' consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985.

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  40. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Ferrari Oreste

    Buste: 4 e teca 1

    Oreste Ferrari (Locca di Ledro, 5 maggio 1890 - Bellinzona, 10 febbraio 1962) poeta e germanista, antifascista, compiuti gli studi a Rovereto, collaborò con vari giornali e riviste del Trentino, pubblicandovi articoli di carattere letterario con lo pseudonimo Tullo Steno. Nel dicembre del 1914 riparò a Milano e venne assegnato all'Ufficio stampa della Commissione dell'emigrazione trentina. Nel gennaio del 1915 fondò, assieme a De Sonetti, Zeni e Quaglia, il giornale "L'Italia irredenta". Arruolatosi volontario negli alpini e, assegnato al battaglione Val Chiese, venne ferito gravemente. Nel dopoguerra diresse il giornale "La Libertà" fino al 31 dicembre 1925. Avversato dal fascismo si stabilì a Milano dove lavorò all'Ufficio Studi della Banca Commerciale italiana. Durante la seconda guerra mondiale trovò rifugio in Svizzera e tenne contatti con il Partito d'Azione che faceva capo, a Milano, a Ugo La Malfa. L'archivio venne donato da Ugo Stoccheri di Milano il 19 gennaio 1963; una seconda donazione è stata effettuata nel 1990 in occasione della mostra dedicata a Oreste Ferrari. La documentazione consiste nelle traduzioni di testi dal tedesco e minute di opere dal tedesco; poesie (anche inedite) di Ferrari, raccolta di giornali in morte della sua morte; diplomi e medaglie; carteggio per l'inaugurazione, nel 1987, della targa in onore di Ferrari a Locca di Ledro; una teca con la documentazione versata per la mostra del 1990. Del fondo esiste un inventario sommario. E' consultabile secondo la normativa vigente. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. Oreste Ferrari (Locca di Ledro, 5 maggio 1890 - Bellinzona, 10 febbraio 1962) poeta e germanista, antifascista, compiuti gli studi a Rovereto, collaborò con vari giornali e riviste del Trentino, pubblicandovi articoli di carattere letterario con lo pseudonimo Tullo Steno. Nel dicembre del 1914 riparò a Milano e venne assegnato all'Ufficio stampa della Commissione dell'emigrazione trentina. Nel gennaio del 1915 fondò, assieme a De Sonetti, Zeni e Quaglia, il giornale "L'Italia irredenta". Arruolatosi volontario negli alpini e, assegnato al battaglione Val Chiese, venne ferito gravemente. Nel dopoguerra diresse il giornale "La Libertà" fino al 31 dicembre 1925. Avversato dal fascismo si stabilì a Milano dove lavorò all'Ufficio Studi della Banca Commerciale italiana. Durante la seconda guerra mondiale trovò rifugio in Svizzera e tenne contatti con il Partito d'Azione che faceva capo, a Milano, a Ugo La Malfa. L'archivio venne donato da Ugo Stoccheri di Milano il 19 gennaio 1963; una seconda donazione è stata effettuata nel 1990 in occasione della mostra dedicata a Oreste Ferrari. La documentazione consiste nelle traduzioni di testi dal tedesco e minute di opere dal tedesco; poesie (anche inedite) di Ferrari, raccolta di giornali in morte della sua morte; diplomi e medaglie; carteggio per l'inaugurazione, nel 1987, della targa in onore di O. Ferrari a Locca di Ledro; una teca con la documentazione versata per la mostra del 1990. Del fondo esiste un inventario sommario. E' consultabile secondo la normativa vigente. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà, Trento, Temi, 1985
    Nota bibliografica: AA. VV., Oreste Ferrari, Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà, Trento, 1963

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  41. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Zippel Vittorio

    Buste: 1

    Fascicoli: 6

    Vittorio Zippel (Trento, 4 marzo 1860 - Trento, 4 aprile 1937) nel 1898 venne eletto consigliere comunale Trento, e poi assessore. Nel 1911 fu nominato vice podestà e nel 1913 podestà. Fu membro del comitato centrale della Sat. Il 20 maggio 1915 fu destituito dalla carica di podestà a causa della sua attività irredentistica; arrestato il 6 aprile 1916 e condannato, il 17 gennaio 1917, a otto anni di carcere duro, scontò la condanna in parte nel carcere di Graz. Dopo la guerra fu nominato dal generale Guglielmo Pecori Giraldi, sindaco di Trento, carica che tenne fino al 25 gennaio 1922. Il fondo è stato donato nel 1970. La documentazione riguarda il periodo della prima guerra mondiale e le iniziative relative alla città di Trento (progetto per il Monumento ad Alessandro Vittoria e per il Doss Trento). In particolare si conservano 4 diari (1915-1918), 2 quaderni di appunti per il progetto del Doss Trento (1917), documenti e alcune fotografie inviate a Zippel in qualità di sindaco di Trento (1918-1919), corrispondenza (1905-1909) da autorità e artisti inviata a V. Zippel come presidente del Comitato per le onoranze ad Alessandro Vittoria (inaugurazione del monumento ad Alessandro Vittoria a Trento il 31 maggio 1909). Del fondo, che è sato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, esiste un inventario sommario. E' consultabile secondo la normativa vigente. .

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  42. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Archivio della seconda guerra mondiale e della Resistenza trentina

    Buste: 21

    Il fondo consiste in una raccolta-miscellanea di materiale relativo alla seconda guerra mondiale e alla Resistenza, istituita nel 1945 e incrementata da successive donazioni da privati e associazioni. I documenti riguardano l'attività politica e militare della Resistenza trentina; fascicoli personali, relazioni e memorie posteriori al maggio 1945, documenti sugli internati trentini in Germania dopo l'8 settembre 1943 e sul lager di Bolzano. La raccolta non è strutturata ma rispecchia la stratificazione avvenuta nel tempo, senza successione cronologica tra i singoli documenti e senza distribuzione per materie o categorie. Del fondo esiste un inventario analitico; è consultabile secondo la normativa vigente. Eè sato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993.

    Nota bibliografica: Caldera N. (a cura di), Guida all'archivio della Resistenza del Museo trentino del Risorgimento e della lotta per la libertà, ordinamento a cura di G. Decarli, Trento, Comitato provinciale per il 30° anniversario della Resistenza e della liberazione, 1978;
    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  43. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Pezzoli Mario

    Buste: 1

    Mario Pezzoli (Bergamo, 27 febbraio 1913 - Jourgokat, 27 febbraio 1943) giunse a Trento in giovane età e qui compì gli studi. Diventato poi sottotenente della divisione Perugi, venne ucciso il 16 ottobre 1943 a Jourgokat in Albania dopo essere sfuggito, nove giorni prima, all'uccisione di 33 ufficiali a Kucy. La sua salma fu riportata in Italia nel 1963. Il fondo è stato donato dalla madre Ida Pezzoli nel marzo 1973. La documentazione riguarda il periodo in Albania, la sua fucilazione e la ricerca della salma. Il fondo conserva corrispondenza con i famigliari, corrispondenza in relazione alla fucilazione di Pezzoli, atti del processo e condanna dei responsabili dell'esecuzione, articoli di giornale sulle vicende in Albania, fotografie varie del periodo in Albania. Del fondo, dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, esiste un inventario sommario; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  44. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Rovida Francesco

    Buste: 1

    Francesco Rovida, medico dell'ospedale Umberto I di Monza, raccolse testimonianze sugli avvenimenti della divisione Perugia in Albania dopo l'8 settembre 1943 e, in particolare, sul cugino Gerolamo Bestetti. Il fondo, donato dallo stesso Rovida il 1 agosto 1950 e il 10 gennaio 1953, conserva lettere e relazioni sull'eccidio di Kucy in Albania di famigliari e comandanti militari raccolte da Rovida. Del fondo, che è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, esiste un inventario sommario. E' consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cura di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.  


     
  45. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Pedrolli Fortunato e Bruno

    Buste: 1

    Fortunato Pedrolli (1883-1960) fu attivo sindacalista, compagno di lotta di Cesare Battisti, poi antifascista. Più volte arrestato e condannato dal Tribunale speciale a partire dal 1926 per la sua attività politica, nel 1937 subì la condanna a cinque anni di confino nell'isola di Venosa, condanna sospesa alla fine del 1938 per le sue precarie condizioni di salute; dopo l'8 settembre venne arrestato e internato nel campo di concentramento di Bolzano. Il figlio Bruno Pedrolli (1919-1989) dopo la campagna in Albania prese parte alla Resistenza in Trentino. Il fondo è stato doato da Valeria Pedrolli, moglie di Bruno, il 19 marzo 1990. La documentazione riguarda le vicende di Fortunato Pedrotti e del figlio Bruno. Il materiale è stato mantenuto nell'ordine dato da Bruno Pedrolli, suddiviso in tre fascicoli: documenti di famiglia, attività di panettiere, attività politica; arresti e periodi di detenzione; documenti militari di Bruno Pedrolli. Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobnre 1993. E' corredato da un elenco di versamento ed è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Marchesoni Patrizia, Archivio del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà. Nuove acquisizioni (1985-1990), "Archivio trentino di storia contemporanea", 1991, n. 2.

    Compilatore: Marchesoni Patriziad .  


     
  46. Istituto: MUSEO STORICO IN TRENTO

    Fondo: Cln di Trento

    Buste: 13

    Il Cln di Trento tenne la sua prima riunione ufficiale il 30 aprile 1945. Il Cln era formato da quattro sezioni: Segreteria generale, Ufficio collegamenti, Commissione giustizia - epurazione, Ufficio militare, nelle quali venivano trattati problemi di carattere politico, militare e organizzativo. Dal Cln provinciale dipendevano i Cln comunali, i frazionali e gli aziendali. Il Cln provinciale istituì numerosi commissioni fra cui quella finanziaria, per l'alimentazione, per i trasporti, per gli studi. Compito del Cln era il controllo della vita cittadina e provinciale, l'assistenza e la partecipazione all'opera di ricostruzione e di epurazione. Fra i vari scopi c'era quello di arrivare alla "moralizzazione della vita politica e amministrativa". Il Cln di Trento, come tutti gli altri, faceva capo al Clnai con sede a Milano. Organo ufficiale del Cln di Trento era "Liberazione nazionale" che venne pubblicato tra il 4 maggio 1945 e il 30 giugno 1946. Il materiale è pervenuto al Museo il 24 luglio 1946 e il 3 febbraio 1947. La documentazione riguarda il Comitato provinciale di liberazione nazionale nel periodo di dal 1945 al 1946. Si conservano i registri delle deliberazioni del Comitato dalla sua istituzione, i protocolli della corrispondenza della Segreteria generale, il carteggio delle diverse sezioni, carteggio relativo alla costituzione dei comitati comunali e altro. Del fondo, in corso di riordino, esiste un inventario sommario. Il fondo è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993; è consultabile secondo la normativa vigente.

    Nota bibliografica: Calì Vincenzo, Marchesoni Patrizia, Pontalti Nicoletta (a cua di), Guida generale agli archivi del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà di Trento, Trento, Temi, 1985

    Compilatore: Marchesoni Patrizia 05/2004.