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Istituto: ISTITUTO NAZIONALE PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE IN ITALIA


Fondo: Brigata Stefanoni

Buste: 6
Fascicoli complessivi: 37
Estremi cronologici: 1943 - 1946; - altre carte sd.[1944 - 1945]

La 7ª brigata Stefanoni opera nella zona del Mottarone, effettuando numerose azioni sulla costa del Lago Maggiore fra Meina a Baveno. La formazione trae le sue origini dal nucleo di militari sbandati e di civili che, organizzato subito dopo l'8 settembre da Eugenio Cefis - Alberto - nei dintorni di Gignese e Massino Visconti, cerca di impedire e si impegna a rendere sempre meno facile ai nazifascisti il transito per la strada del Sempione. Si tratta di un centinaio di volontari, poco e male armati, divisi in gruppi autonomi fra i quali risaltano quelli al comando di Giulio Lavarini - Tom Mix -, di Franco Abrami che cadrà nel giugno 1944 e di Peppino Beldì, anche lui caduto in combattimento nell'estate 1944, che operano fra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta. La posizione che occupano è di rilevante interesse strategico anche perché sopra Stresa è collocata dal marzo 1944 la stazione radio con cui Enzo Boeri trasmette agli alleati i bollettini e i messaggi della Resistenza per conto del Comando generale Cvl e costituisce nello stesso tempo un efficiente ponte radio fra Milano e la Svizzera, di grande utilità per il rifornimento di viveri e vettovaglie e per il lancio di armi. Il comando della divisione autonoma Valtoce di Alfredo Di Dio provvede ad inquadrare nel proprio organico le unità operanti nella zona del Mottarone che non hanno ancora uno specifico orientamento politico, inviando presso di loro un ufficiale, il tenente Angelini. Si costituisce quindi con un totale di circa 200 volontari la brigata Paolo Stefanoni, nell'estate del 1944, alle dipendenze della Valtoce, raggruppando i partigiani che già combattevano in quella zona. Alla formazione viene dato il nome di un giovane di Domodossola caduto nel luglio a Candoglia. Nel settembre 1944 muore in azione il tenente Angelini; lo viene a sostituire, portando con sé nuovi uomini, Giampiero Tagliamaco - tenente Belli - che assume il comando della brigata fino al novembre quando, in seguito al primo rastrellamento, è costretto a sciogliere la brigata. Questa viene ricostituita nel dicembre-gennaio per iniziativa di Renato Boeri che, fino a quel momento, aveva operato nella zona di Stresa prima come collaboratore del fratello Enzo nel collegamento radio con gli alleati, poi come combattente nella stessa brigata Stefanoni. Quando nel dicembre 1944 Belli lascia la zona, Renato Boeri assume il comando della Stefanoni e, smobilitando parte della formazione, invia circa quaranta uomini in val Strona con Giulio Lavarini; questi vanno a costituire la brigata Abrami della Valtoce impiegata sul versante occidentale del Mottarone. Il 29 novembre Renato Boeri viene catturato dai tedeschi. Liberato grazie ad uno scambio con tre prigionieri tedeschi, Boeri torna in montagna e riorganizza la brigata Stefanoni mediante arruolamenti e conquiste di armi, e la inquadra nelle formazioni Gl conferendole un orientamento in armonia con le proprie idee, come si ricava anche dal giornale della formazione "Il Fuorilegge" edito a partire dal gennaio1945. Forti, rispettivamente di trecento e duecento volontari, la Stefanoni e la Abrami riprendono appieno nel marzo-aprile la loro azione, rispettivamente sul lago Maggiore in Valle Vigezzo. Nell'aprile 1945 la Stefanoni con 350 effettivi viene affiancata dalla Abrami che si stanzia sopra Levo. Dopo la liberazione dell'Alto Novarese, il 26 aprile la Valtoce si divide in due tronconi: quello formato da reparti della Stefanoni e della Strona si dirige a Milano e raggiunge la città il 27 via Sesto Calende-Gallarate-Legnano, sostenendo scontri a Vergiate e Somma Lombardo; mentre il troncone formato dalla brigata Abrami raggiunge Milano il 28 attraverso Laveno-Varese. Il fondo comprende la documentazione prodotta e acquisita dalla brigata partigiana Gl Paolo Stefanoni. Non si conosce la data del versamento dell'archivio della brigata presso l'Istituto nazionale. La maggior parte dei documenti riguarda l'attività svolta negli ultimi mesi della Resistenza. Sono documentati il funzionamento del Comando generale di brigata e di servizi e uffici diversi, tra cui l'ufficio di polizia, il servizio informazione, propaganda e stampa, l'intendenza, nonché il tribunale di guerra della brigata. Le carte documentano anche i rapporti della brigata Stefanoni con la divisione Valtoce, (in particolare con il Comando e l'Ufficio intendenza), e con le altre brigate dipendenti dalla Valtoce: brigata Mottarone Franco Abrami, brigata Valstrona, brigata A. Di Dio. A sua volta la 7ª brigata Paolo Stefanoni contava sulle forze di tre battaglioni dipendenti: 1° battaglione Fachiro, 2° battaglione Tenente Angelini, 3° battaglione Mario Greppi con i quali sono documentati scambi di corrispondenza. E' presente uno schedario costituito da 268 schede personali dei partigiani componenti la brigata, ordinate alfabeticamente per nome di battaglia (fasc. 21). Il fondo conserva anche materiale documentario riguardante il periodo postinsurrezionale e in particolare le operazioni di smobilitazione delle forze partigiane. Sono presenti infatti numerose schede personali dei patrioti confluiti nel centro di raccolta della Valtoce, per la smobilitazione e il conferimento dei premi e dei riconoscimenti di spettanza. Si segnala la presenza di una consistente raccolta di materiale fotografico costituita da circa 800 fotografie formato tessera di patrioti e partigiani allegate alle schede personali di smobilitazione. Nel fondo sono compresi anche documenti relativi all'azione politica condotta nel periodo post liberazione dal comandante della brigata Renato Boeri (fasc. 37), di cui si segnala anche il carteggio personale (fasc. 11). Altra documentazione riguardante la brigata Stefanoni si trova nel fondo Cvl con le carte della divisione Valtoce.

Nota bibliografica: Guida agli archivi della Resistenza, Insmli, 1974, pp. 149 - 151;Giorgio Rochat ( a cura di), Atti del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà (giugno 1944 - aprile 1945), Milano, Franco Angeli Editore, 1972;Giovanni De Luna, Piero Camilla, Danilo Cappelli, Stefano Vitali (a cura di), Le formazioni Gl nella resistenza (documenti settembre 1943 - aprile 1945), Milano, Franco Angeli, 1985, pp. 374 - 382;A. Azzari, L'Ossola nella Resistenza italiana, Domodossola, Cartografica Antonioli, 1954, pp. 50 - 51

Compilatore: Cassetti Antonella 03/03/2003.  

Serie: 9
Fascicoli: 37